lunedì 6 settembre 2010

Uno sguardo sulle donne: dai Macchiaioli a Modigliani Civitanova Marche (MC) - dal 18 luglio al 17 ottobre 2010


Trigona di Sant’Elia, dama di corte della regina Elena, uccisa in un alberghetto romano durante un incontro clandestino con il suo amante, o di uno dei figli dell’illustre clinico Augusto Murri, finito in carcere accusato dell’assassinio del conte Bommartini: si accreditava così l’ immagine delle femme fatale destinata a lasciare un segno profondo in quanti la amavano, divulgata anche nella letteratura di quegli anni. La mostra di Civitanova dedica un ampio spazio a questo prototipo femminile, presentando una serie di ritratti di seducenti ragazze rappresentate nel buio delle loro alcove, come nella tela di Giovanni Battista Crema, o mentre si abbandonano a sogni amorosi dopo la lettura di un libro di poesie, come nell’opera di Napoleone Grady o nella scultura di Giuseppe Renda che colpì un consumato viveur come il granduca Wladimiro di Russia. Ma nel contempo vengono illustrati anche altri stili di vita, come quello segnato dalla fatica della vita nei campi, descritta nelle tele di Nazzareno Orlandi, il pittore ascolano che tanto successo riscosse in Argentina, o la rinuncia alla libertà imposta nei conventi, dove talvolta le giovani venivano recluse per scelta dei genitori piuttosto che per vocazione, situazione che emerge nella tela di Domenico Morelli che ritrae una sprovveduta novizia dall’aspetto fragile. Anche il mondo della pittura, considerato per molto tempo luogo riservato agli uomini, nei primi anni del Novecento conta alcune rappresentanti femminili che, incuranti dei giudizi dei benpensanti, si dedicano all’attività artistica con successo, come mostrano le tele di Giulia Panichi, allieva del maestro romano Cesare Mariani, e della giovane patriota Giulia Centurelli. Numerose sono state anche le ragazze che, frequentando come modelle gli studi dei pittori, hanno finito per stabilire con loro un rapporto esclusivo che le ha innalzate al rango di muse ispiratrici dell’arte dei loro compagni di vita: Lina Ciucci, la moglie dell’eclettico pittore Adolfo de Carolis, molto stimato anche da D’Annunzio, ha rappresentato il prototipo di bellezza femminile più volte sfruttato dall’artista per le sue composizioni di maggior successo, come dimostra l’inedito ritratto che compare nel manifesto della mostra, recentemente acquistato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo.Il catalogo, come la mostra a cura di Stefano Papetti, edito dal Comune di Civitanova Marche contiene saggi che illustrano in una visione pluridisciplinare il tema della mostra: Stefano Papetti ci offre un campionario femminile che trova precisi riscontri nella produzione letteraria, ma soprattutto nella pittura e nella scultura degli anni a cavallo tra Ottocento e Novecento, quando anche gli artisti sembravano dedicare maggiore attenzione all’universo femminile, Marcello Verdenelli esamina le figure femminili presenti nella letteratura del primo Novecento, Marisa Vescovo analizza gli sviluppi del ruolo svolto dalle donne nell’ambito dell’arte del XX secolo. Le schede biografiche sono state curate da Enrica Bruni Stronati e Andrea Viozzi.

“Festival Internazionale del Brodetto e delle zuppe di pesce” – Fano (PU) – dal 9 al 12 settembre


Dopo il successo dello scorso anno, con la partecipazione di 80 mila persone, il “Festival Internazionale del Brodetto e delle zuppe di pesce” torna al Lido di Fano, ribattezzato per l’occasione “Spiaggia del Gusto”. Quest’anno il Festival, in programma dal 9 al 12 settembre, è approdato alla sua VIII edizione.

Sono otto i ristoranti in gara per conquistare il titolo di Miglior Brodetto 2010, in rappresentanza di altrettante regioni marinare: l’ “Hotel Augustus” di Fano; “Al Metrò” di San Salvo; “Dal Corsaro” di Cagliari; “L’Imbuto” di Viareggio; “Pascucci – Al Porticciolo” di Fiumicino; “L’Antica Trattoria” di Sorrento; il “Ristorante Da Serafino 1953” di Marina di Ragusa; “Baldin” di Genova.

Rinnovata anche per l’edizione 2010 la collaborazione con la Guida dell’Espresso e il suo direttore, Enzo Vizzari, che, affiancato da una giuria tecnica composta da sei firme di spicco del giornalismo italiano, dovrà decretare il vincitore dell’VIII edizione del Festival, titolo che lo scorso anno si è aggiudicato il giovane chef Alberto Faccani del Ristorante “Magnolia” di Cesenatico. Se gli esperti gastronomi della giuria tecnica dovranno selezionare il Miglior Brodetto 2010, alla giuria popolare, composta da cittadini e turisti, spetterà l’onore di attribuire il Premio Speciale, vinto nel 2009 dallo chef Donato Episcopo del ristorante “Le Quattro Spezierie” di Lecce. Il luogo delle disfide sarà ancora l’istituto alberghiero Santa Marta di Pesaro che, nelle passate edizioni, ha garantito agli chef alta professionalità spazi e strumentazione adeguati. Come ogni anno torneranno ad arricchire il Festival tanti altri eventi come il Mese del Brodetto, le Pescherie del Brodetto, il Campionato dei Vini e l’Oro nel Piatto.

Non solo brodetti… non solo folklore
Il Festival Internazionale del Brodetto e delle Zuppe di Pesce, arrivato alla ottava edizione, anche quest’anno sarà non solo una vivace e piacevole occasione di assaggiare gustosi brodetti e zuppe, ma offrirà un’importante opportunità a molti allievi dell’Istituto Statale Professionale che potranno affiancare noti chef italiani e servire a tavola famosi gastronomi.
L’Istituto Santa Marta si è posto come punto di riferimento per quelle iniziative enogastronomiche che mirano a promuovere il territorio. Nel caso specifico, il Santa Marta cercherà di dare un contributo originale allo svolgimento della manifestazione, mettendo a disposizione i propri laboratori e le proprie competenze. Circa trenta giovani del corso di Sala Bar e altrettanti dell’indirizzo di Cucina,
verranno coinvolti nell’allestimento e nelle disfide del Festival che vuol essere un laboratorio di ricerca e studio (il tutto dal 9 al 12 settembre). Gli studenti di Sala cureranno la presentazione ed il servizio dei piatti, preparati dagli chef in gara, sia per i membri della giuria popolare che per gli esperti. Gli studenti di Cucina saranno chiamati a fare da spalla agli otto chef in gara. A coordinarli
ci saranno i vari insegnanti delle discipline tecnico – pratiche.
È importante ricordare che questa manifestazione si colloca in una linea di ricerca perseguita dal Santa Marta da vari anni, e volta a studiare linguaggi e simbologie del cibo e della cucina, nella prospettiva di tracciare un’antropologia e un’etnologia del mangiare e del bere. Festival del brodetto, dunque, non come passerella di nomi illustri e occasione mondana ma come laboratorio di ricerca
e sperimentazione.

CORTI… MA BUONI
Il felice connubio tra cibo e cinema quest’anno dà vita per la prima volta all’iniziativa “Corti ma…buoni”: due serate dedicate alla proiezione di cortometraggi sul cibo da agricoltura biologica, sull’enogastronomia e sulle tipicità agroalimentari, tratti dalla rassegna del festival “Corto e Mangiato”, giunto quest’anno alla quarta edizione e realizzato dall’associazione culturale “Ambasciatori territoriali dell’enogastronomia”, in collaborazione con il comune di Isola del Piano e la cooperativa “Alce Nero”. Venerdì 10 e sabato 11 settembre, dalle ore 20:00 alle 21.00, nell’Area Eventi Pedini Cucine, allestita alla pista di pattinaggio sul lungomare Simonetti del Lido, verranno proiettati cortometraggi che narrano la storia di luoghi, persone, famiglie e amori che hanno come primo attore “il territorio e le sue specialità agro-alimentari”, la biodiversità e la sostenibilità ambientale. Una breve presentazione, curata dagli organizzatori del Festival, precederà le proiezioni. A conclusione della serata, ai partecipanti verrà offerto un “Aperi-BIO”, a
base di prodotti da agricoltura biologica.

Venerdì 10 settembre verranno proiettati:
Heterogenic – regia di Bruno De Rossi e Raimondo Della Calce
Peperoni – regia di Giuseppe Gagliardi
Sei mia – regia di Raffaele Di Placido
We are what we lost – regia di Srdjan Mitrovic
Di donne, forme e parmigiano – regia di Pippo Onorati

Sabato 11 settembre verranno proiettati:
Arrosez les bien – regia di Christelle Soutif e Paul Bourde
Sos Abruzzo: salvaguardia o scempio? – regia di Luciana de Filippis
Da Annamaria: tagliatelle e buonanotte al secchio – regia di Paolo Muran
Our little word – regia di Janine Ilg e Johannes Berner
Sommelier – regia di Sabina Ancarani
Lo zio – regia di Duccio Chiarini

Palio della Rocca – Serra Sant′Abbondio (PU) – 11, 12 e 16 settembre 2010


L'Associazione Pro Loco in collaborazione con il Comune di Serra SantAbbondio organizza da 24 anni una rilevante manifestazione di carattere culturale, di promozione turistica e di aggregazione sociale che rievoca un momento significativo della storia di Serra SantAbbondio: ledificazione da parte dellarchitetto militare Francesco di Giorgio Martini, durante il governo del duca Federico da Montefeltro (1444-1482), della Rocca di Serra SantAbbondio.
La manifestazione che si svolge ogni anno la domenica che precede il 16 Settembre, giorno della Festa del Patrono SantAbbondio da una parte ricerca e rievocazione storica, dallaltra competizione tra i tre castelli e i tre borghi che si contendono "Il Palio della Rocca" raffigurante limmagine di SantAbbondio, prete romano e martire sotto la persecuzione di Diocleziano (anno 304 circa) attraverso una spettacolare corsa delle oche, gioco molto in voga nel periodo medievale e rinascimentale.
Il Palio della Rocca rievoca un momento particolare della storia di questo castello: tra il 1476 e il 1486 il duca Federico da Montefeltro commissiona a Francesco di Giorgio Martini, il famoso architetto vissuto tra il 1439 e il 1502 e realizzatore del Palazzo Ducale di Urbino, della Rocca di San Leo e di Mondavio, il progetto della "Rocca della Serra" cio una costruzione fortificata in grado di assolvere al compito di difendere il passo appenninico. Lo stesso Francesco di Giorgio Martini ci ha lasciato una particolareggiata descrizione della rocca nei suoi "Trattati" di architettura, ingegneria ed arte militare.
Un altro fatto rilevante che rese i Duchi di Urbino cari alla popolazione di Serra SantAbbondio fu laggiornamento e lapprovazione di uno statuto comunale che ogni anno veniva firmato dal Duca dUrbino, occasione questa per celebrare la Festa dello Statuto in segno di riconoscenza perenne dellintera comunit verso il duca dUrbino per la sua magnanima concessione.
In fine, dopo qualche anno dalla nascita del palio, nacque il "GRUPPO STORICO" che negli anni ha ottenuto grandi successi.
Sabato 11 Settembre
• 16:00 - Vivere il Medioevo: Lo castello de le arti e de li Mestieri
• 17:00 - Conosci il Medioevo: "Serra Sant' Abbondio e i duchi di Urbino"
• 18:30 - Il rito: L'inizio de li Giuochi
• 19:00 - Vivere il Medioevo: Le Milizie ne lo Castello
• 19:00 - Le tipicità: Osteria de li Castelli
• 21:00 - La cerimonia: Corteo dei Castelli e de lo Duca
• 22:00 - Il teatro: "Pannocchia, carestie e morti di fame"
• 23:00 - Vivere il Medioevo: Musici pe le strade
Domenica 12 Settembre
• 15:30 - Vivere il Medioevo: Lo castello de le arti e de li Mestieri
• 16:00 - La Cerimonia: Lo grande Corteo
• 17:30 - La piccola sfida: Lo Palio dei Monelli
• 18:00 - La sfida: Palio della Rocca -ANNO DOMINI 2010-
• 19:00 - Le tipicità: Osteria de li Castelli
• 21:30 - Il teatro e la danza: "Il sogno nella terra di Extremelot"
• 23:00 - Gran finale: Li fuochi de Sant'Onda
Mercoledi 16 Settembre
• 8:00 - La fiera de lo Santo Abbondio
• 20:00 - Il rito della premiazione: La Consegna de Lo Palio
• 21:30 - La fine della disfida: La Cena de la Pace

giovedì 19 agosto 2010

Uno sguardo sulle donne: dai Macchiaioli a Modigliani fino al 17 ottobre 2010















Dopo le ultime rassegne d’arte “Andy Warhol. Un mito americano”, “Salvador Dalì e i Surrealisti”, "Omaggio a Picasso", "Chagall Mirò. Magia, grafia, colore" e la mostra dedicata a Giorgio De Chirico, la Città di Civitanova Marche torna a riflettere sulla pittura italiana degli anni a cavallo fra Otto e Novecento con una seducente esposizione dedicata esclusivamente ai ritratti femminili realizzati in quei decenni, riprendendo così il filo del discorso avviato dieci anni orsono con le esposizioni centrate sulle figure degli artisti marchigiani che hanno operato nello stesso periodo, in cui la tradizione e la modernità si sono violentemente scontrate. La presenza a Civitanova Marche, nei primi anni del XX secolo, della giovane Sibilla Aleramo che ha ambientato proprio nel piccolo centro marchigiano il suo romanzo d’esordio, “Una donna”, ha rappresentato lo spunto culturale dal quale prendere le mosse per analizzare come la figura femminile sia stata rappresentata nel mondo delle arti in un periodo in cui le donne cominciavano a manifestare una forte insofferenza verso la loro condizione di subordinazione rispetto agli uomini. Attraverso cinquanta dipinti e sculture, la mostra “Uno sguardo sulle donne: dai Macchiaioli a Modigliani”, curata da Stefano Papetti, presenta i vari ruoli che le donne ricoprivano nella società del tempo, in un percorso articolato in sei ambiti nei quali vengono proposte immagini che le rappresentano nella loro veste di madri, di lavoratrici, di artiste, di seducenti conquistatrici, di recluse nei conventi per scelte spesso imposte dalla famiglia o di muse ispiratrici dell’opera dei loro compagni artisti. La mostra, realizzata grazie ad una attenta selezione delle opere che si conservano nelle collezioni pubbliche e private della regione Marche, consentirà di conoscere alcuni importanti dipinti inediti, come il toccante ritratto della signora Simboli eseguito nel 1928 da Giacomo Balla, di proprietà della Accademia Georgica di Treia, il ritratto della moglie Nanny Hellstrom dipinto da Osvaldo Licini negli anni venti, quando l’artista marchigiano si trovava a Parigi dove, poco prima della scomparsa del pittore livornese, aveva incontrato Modigliani presente in mostra con un ritratto femminile di grande suggestione. Nel primo decennio del Novecento la stampa scandalistica riservava ampio spazio alle vicende della contessa russa Maria Tarnowska, della principessa siciliana Giulia Trigona di Sant’Elia, dama di corte della regina Elena, uccisa in un alberghetto romano durante un incontro clandestino con il suo amante, o di uno dei figli dell’illustre clinico Augusto Murri, finito in carcere accusato dell’assassinio del conte Bommartini: si accreditava così l’ immagine delle femme fatale destinata a lasciare un segno profondo in quanti la amavano, divulgata anche nella letteratura di quegli anni. La mostra di Civitanova dedica un ampio spazio a questo prototipo femminile, presentando una serie di ritratti di seducenti ragazze rappresentate nel buio delle loro alcove, come nella tela di Giovanni Battista Crema, o mentre si abbandonano a sogni amorosi dopo la lettura di un libro di poesie, come nell’opera di Napoleone Grady o nella scultura di Giuseppe Renda che colpì un consumato viveur come il granduca Wladimiro di Russia. Ma nel contempo vengono illustrati anche altri stili di vita, come quello segnato dalla fatica della vita nei campi, descritta nelle tele di Nazzareno Orlandi, il pittore ascolano che tanto successo riscosse in Argentina, o la rinuncia alla libertà imposta nei conventi, dove talvolta le giovani venivano recluse per scelta dei genitori piuttosto che per vocazione, situazione che emerge nella tela di Domenico Morelli che ritrae una sprovveduta novizia dall’aspetto fragile. Anche il mondo della pittura, considerato per molto tempo luogo riservato agli uomini, nei primi anni del Novecento conta alcune rappresentanti femminili che, incuranti dei giudizi dei benpensanti, si dedicano all’attività artistica con successo, come mostrano le tele di Giulia Panichi, allieva del maestro romano Cesare Mariani, e della giovane patriota Giulia Centurelli. Numerose sono state anche le ragazze che, frequentando come modelle gli studi dei pittori, hanno finito per stabilire con loro un rapporto esclusivo che le ha innalzate al rango di muse ispiratrici dell’arte dei loro compagni di vita: Lina Ciucci, la moglie dell’eclettico pittore Adolfo de Carolis, molto stimato anche da D’Annunzio, ha rappresentato il prototipo di bellezza femminile più volte sfruttato dall’artista per le sue composizioni di maggior successo, come dimostra l’inedito ritratto che compare nel manifesto della mostra, recentemente acquistato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo. Il catalogo, come la mostra a cura di Stefano Papetti, edito dal Comune di Civitanova Marche contiene saggi che illustrano in una visione pluridisciplinare il tema della mostra: Stefano Papetti ci offre un campionario femminile che trova precisi riscontri nella produzione letteraria, ma soprattutto nella pittura e nella scultura degli anni a cavallo tra Ottocento e Novecento, quando anche gli artisti sembravano dedicare maggiore attenzione all’universo femminile, Marcello Verdenelli esamina le figure femminili presenti nella letteratura del primo Novecento, Marisa Vescovo analizza gli sviluppi del ruolo svolto dalle donne nell’ambito dell’arte del XX secolo. Le schede biografiche sono state curate da Enrica Bruni Stronati e Andrea Viozzi. Il progetto culturale prevede anche una rassegna di operetta italiana, concerti di musica classica, film dedicati al mondo femminile e quattro incontri con giornalisti, studiosi e scrittori che, nel suggestivo chiostro di sant’Agostino, tratteranno delle donne nel calde serate del mese di agosto.

Adriatico Mediterraneo 2010


Adriatico Mediterraneo è un progetto culturale, di spessore internazionale, che vuole contribuire a disegnare nuovi scenari di integrazione e coesione, attraverso il dialogo tra i Paesi del bacino Adriatico-Mediterraneo e dell’Area Balcanica. 
L’idea è quella di un confronto e scambio culturale “diffuso”, che sappia rappresentare una pluralità di espressioni artistiche, ma che, soprattutto, sia in grado di realizzare e rafforzare reti territoriali di cooperazione culturale. Il richiamo all’Adriatico e al Mediterraneo è l’elemento qualificante del progetto.
 
Tutto questo con l’ambizione e la convinzione di poter promuovere la cultura e la cooperazione internazionale in modo nuovo, dando la possibilità alla nostra regione di rafforzare le relazioni territoriali e la sua dimensione internazionale e solidale. Dopo il triennio 2007 /2009 parte quindi una nuova fase - 2010/12 - siglata con un accordo tra Regione Marche, Provincia di Ancona, Comune di Ancona per continuare a sostenere il progetto Adriatico Mediterraneo. Un progetto aperto, alle Istituzioni internazionali e territoriali, con il coinvolgimento di altri paesi e alla ricerca di un radicamento sempre maggiore sul territorio, con un connubio sempre più forte tra attività culturali e di cooperazione. L’edizione 2010 si articola in diversi momenti per 100 appuntamenti e 200 artisti coinvolti. Una fase caratterizzata da una serie di prestigiosi appuntamenti all’estero con la volontà di sviluppare occasioni di cooperazione e confronto culturale. Quest’anno il progetto tocca a partire da fine maggio la terra di Israele, per poi spostarsi in Montenegro, in Bosnia-Erzegovina, Tunisia, Albania e si chiude ad ottobre in Egitto. Sul territorio regionale, ad Ancona, si svolge, come di consueto, la fase clou del progetto, il Festival Internazionale Adriatico Mediterraneo. La manifestazione giunta alla sua quarta edizione prevede più di 80 appuntamenti con un coinvolgimento di artisti da tutto il Mediterraneo tra concerti, incontri, conferenze, mostre e spettacoli. Dal 28 agosto al 5 settembre ad Ancona si svolge la quarta edizione del Festival Internazionale Adriatico Mediterraneo 2010 con concerti, eventi teatrali, esposizioni, incontri e cinema. Spettacoli ed intrattenimento, certamente, ma anche occasioni di approfondimento e conoscenza per riflettere su alcune tra le principali questioni del mondo contemporaneo: il rapporto tra culture diverse, l’inclusione sociale, i diritti civili, la globalizzazione, l’allargamento dell’Europa a Est. Un’iniziativa che ha l’ambizione di coniugare una proposta culturale di qualità con una dimensione popolare e facilmente fruibile da un ampio numero di spettatori (l’ultima edizione del Festival ha registrato più di 40.000 presenze con un pubblico eterogeneo). Circa 80 appuntamenti, tra cui produzioni del festival ed eventi in esclusiva nazionale, moltissimi gli artisti coinvolti provenienti da 20 nazioni diverse, 12 location e un impegno progettuale, artistico e organizzativo straordinario a cui partecipano le Istituzioni Culturali più rappresentative del nostro territorio. Tra gli artisti che si esibiranno: la Boban Markovic Orkestar (la più importante brass band dei Balcani proveniente dalla Serbia), Ambrogio Sparagna e l'Orchestra Popolare Italiana (tra i più autorevoli interpreti della musica popolare italiana), Teresa de Sio (che presenterà i brani tratti dal nuovo cd Sacco e Fuoco DeLuxe), Raiz (con Musica immaginaria mediterranea, un progetto che nasce dall’incontro con il gruppo barese Radicanto), l’Officina Zoé (musica popolare salentina) e molti altri gruppi tra i quali: i Monistra (etno band dalla Macedonia) e le chitarre montenegrine di Srjdian Bulatovic e Darko Nikcevic. Tra le proposte di maggior rilievo per la sezione degli incontri di approfondimento, Don Andrea Gallo che presenta il suo libro Così in terra come in cielo. Nel settore della arti figurative il festival produrrà un evento di rilievo internazionale, una mostra (la prima in assoluto) sulla rappresentazione delle arti e del corpo nel mondo arabo ispirata alla celebre rivista Jasad diretta dalla poetessa libanese Joumana Haddad. E poi la Notte Mediterranea, che animerà le vie e le piazze della città di Ancona, con artisti provenienti da ogni angolo del Mediterraneo che daranno vita a un evento straordinario, sino a notte fonda. All’interno del Festival sarà inclusa la Giornata Europea della Cultura Ebraica. La rassegna si concluderà con un grande concerto nell'area del porto, in occasione della tradizionale Festa del Mare, che vedrà la partecipazione di una grande artista della musica italiana d’autore, Carmen Consoli, che si esibirà per l’occasione suonando insieme alla sua band, strumenti della tradizione siciliana su una chiatta in mezzo al mare

Nottenera 2010 – Serra de’ Conti (AN) – 21 agosto 2010


Nella notte del 21 agosto, le luci urbane si spengono e un intero paese accende la sua “NOTTENERA” di performance, “azioni tenere”, teatro di ricerca, teatro di strada, installazioni, circo, cinema di animazione, suoni, arti visive, concerti, laboratori. Per tutta una notte, illuminato solo da led ecologici e candele o fiaccole fin dal tramonto, il centro storico di Serra de’ Conti (AN) accoglie il vagabondaggio di un pubblico che sceglie il proprio percorso di scoperta, guidato da poche indicazioni e dalla curiosità. Scoperta di un paese, di un territorio, di forme d’arte e di artisti. Le suggestioni sono molteplici e potenzialmente infinite. Il tema scelto quest’anno come fil rouge della IV edizione di “Nottenera” è quello del Viaggio, motivo ispiratore per i lavori site specific degli oltre 60 artisti chiamati a dar vita alla festa del 21 agosto e delle iniziative pubbliche che alimentano il percorso di elaborazione nei mesi precedenti. Questa edizione festeggia anche la nascita della pratica creativa quotidiana “Tu – Tenerezze Urbane” e ne ospita la prima azione: Messaggi in bottiglia.

“Nottenera” è infatti articolato per progetti, cicli di laboratori e residenze a partire da gennaio e culmina ogni anno in una grande festa finale, fatta di spettacoli ed eventi di varia natura concentrati tra gli spazi cittadini pubblici e privati del bellissimo borgo di Serra de’ Conti. Il progetto e la direzione artistica sono a cura di Paula Carbini e Sabrina Maggiori.

mercoledì 7 luglio 2010

40° Festival Internazionale del Folclore – Apiro (MC) – dall’ 8 al 15 Agosto 2010












Si terrà venerdì 30 Luglio , alle ore 11, presso la Sede della Regione Marche Relazioni con lo Stato a Roma, sita invia Fontanelle di Borghese, 35 la Conferenza stampa di presentazione della 40° edizione del Festival internazionale del Folclore—Terranostra“ di Apiro.
Durante la conferenza, a cui prenderanno parte il sindaco di Apiro, Settimio Novelli, l‘assessore alla cultura eturismo di Apiro, Cristiana Simoncini,l‘assessore alla cultura della Regione Marche, Pietro Marcolini e di lpresidente del gruppo folcloristico Urbanitas di Apiro, Federico Ciattaglia,verrà illustrato il programma di questa 40° edizione e gli eventi salientidella manifestazione, in programma dall‘8 al 15 agosto 2010.
I sei gruppi che parteciperanno a questa nuova edizione sono: l‘Equador—Tungrahua“,il Messico, Ballet folkloristico della universidad de Colima“, la Serbia—Talja“,l‘Ossezia—Goretz“,la Spagna —Compania Carmenm Guerrero“e la Nuova Caledonia—Faiva Mako“.
Evento importante quello di quest‘anno, perché il Prefetto di Macerata consegnerà al sindaco di Apiro una medaglia del Presidente della Repubblica,quale premio di rappresentanza alla 40° edizione del Festival internazionale del Folclore—Terranostra“, promosso dal Comune di Apiro.
A moderarela conferenza sarà il giornalista RAI, Massimo Proietto,che sarà anche il conduttore delle due serate conclusive del Festival.
La manifestazione nasce 40 anni fa sulla scia della tradizionale festa della Polenta di Apiro, dove il gruppo folcloristico “Urbanitas”, nato negli anni’ 30 del ‘900, allietava questa festa con il proprio spettacolo e mostrando i suoi costumi per le vie del paese.
Negli anni il gruppo “Urbanitas” comincia a girare l’Europa ed il mondo, inserendosi anche nel “CIOFF” (organizzazione mondiale, sotto l’egida dell’ UNESCO, che coordina i Festival folcloristici), portando il nome di Apiro e delle Marche, fuori dai confini nazionali.
Il saltarello, il ballo tipico marchigiano, e la tradizione folcloristica ad esso abbinata, fatta non solo di musica e balli, ma anche di costumi, piatti tipici e cordialità, inizia a farsi conoscere sempre di più.
Lo stesso Festival “Terranostra” di Apiro, con gli anni, si consolida e cresce come manifestazione, ottenendo ottimi risultati da parte della critica e del pubblico, tanto da diventare una delle manifestazioni di punta a livello internazionale. Dal punto di vista artistico, il Festival “Terranostra” di Apiro, viene preso come modello dalle altre associazioni e dagli addetti ai lavori, specialmente per quanto riguarda la scelta dei gruppi che si esibiscono sul palco.
Tanto per citarne alcuni, nelle passate edizioni, abbiamo avuto ospiti ad Apiro: gli eschimesi della Russia, la Cina, l’India, lo Sri Lanka, il Canada, le Isole Cook, la Nuova Zelanda con i Maori, il Kenya, il Togo, il Sud Africa, l’America latina ed i mongoli della Repubblica di Tuva.
In questo contesto è inoltre importante ricordare alcuni eventi salienti che hanno caratterizzato la vita del gruppo “Urbanitas” dagli anni ’50 del ‘900 in poi. E’ proprio negli anni ’50 che il gruppo è presente con i suoi costumi e balli ad un avvenimento alla presenza di De Gasperi, nel 1961 partecipa a Torino ai festeggiamenti per il Centenario dell’Unità d’Italia, nel 1968 sono nel film di Dino Risi “Straziami ma di baci saziami”, con il grande Nino Manfredi (nel film Manfredi interpretava un giovane appartenete ad un gruppo folcloristico laziale innamoratosi di una ballerina del gruppo apirano, interpretata dall’attrice Pamela Tiffin), hanno fatto da sfondo a diverse pubblicità per ditte internazionali e contano numerose partecipazione a trasmissioni Rai e Mediaset.
Insomma il Festival gioca un ruolo importante nello scambio culturale e delle tradizioni popolari tra le varie nazioni, ma risulta essere anche un ottimo volano per il turismo locale e per far conoscere la marchigianità e le Marche in tutto il mondo.