giovedì 19 agosto 2010

Uno sguardo sulle donne: dai Macchiaioli a Modigliani fino al 17 ottobre 2010















Dopo le ultime rassegne d’arte “Andy Warhol. Un mito americano”, “Salvador Dalì e i Surrealisti”, "Omaggio a Picasso", "Chagall Mirò. Magia, grafia, colore" e la mostra dedicata a Giorgio De Chirico, la Città di Civitanova Marche torna a riflettere sulla pittura italiana degli anni a cavallo fra Otto e Novecento con una seducente esposizione dedicata esclusivamente ai ritratti femminili realizzati in quei decenni, riprendendo così il filo del discorso avviato dieci anni orsono con le esposizioni centrate sulle figure degli artisti marchigiani che hanno operato nello stesso periodo, in cui la tradizione e la modernità si sono violentemente scontrate. La presenza a Civitanova Marche, nei primi anni del XX secolo, della giovane Sibilla Aleramo che ha ambientato proprio nel piccolo centro marchigiano il suo romanzo d’esordio, “Una donna”, ha rappresentato lo spunto culturale dal quale prendere le mosse per analizzare come la figura femminile sia stata rappresentata nel mondo delle arti in un periodo in cui le donne cominciavano a manifestare una forte insofferenza verso la loro condizione di subordinazione rispetto agli uomini. Attraverso cinquanta dipinti e sculture, la mostra “Uno sguardo sulle donne: dai Macchiaioli a Modigliani”, curata da Stefano Papetti, presenta i vari ruoli che le donne ricoprivano nella società del tempo, in un percorso articolato in sei ambiti nei quali vengono proposte immagini che le rappresentano nella loro veste di madri, di lavoratrici, di artiste, di seducenti conquistatrici, di recluse nei conventi per scelte spesso imposte dalla famiglia o di muse ispiratrici dell’opera dei loro compagni artisti. La mostra, realizzata grazie ad una attenta selezione delle opere che si conservano nelle collezioni pubbliche e private della regione Marche, consentirà di conoscere alcuni importanti dipinti inediti, come il toccante ritratto della signora Simboli eseguito nel 1928 da Giacomo Balla, di proprietà della Accademia Georgica di Treia, il ritratto della moglie Nanny Hellstrom dipinto da Osvaldo Licini negli anni venti, quando l’artista marchigiano si trovava a Parigi dove, poco prima della scomparsa del pittore livornese, aveva incontrato Modigliani presente in mostra con un ritratto femminile di grande suggestione. Nel primo decennio del Novecento la stampa scandalistica riservava ampio spazio alle vicende della contessa russa Maria Tarnowska, della principessa siciliana Giulia Trigona di Sant’Elia, dama di corte della regina Elena, uccisa in un alberghetto romano durante un incontro clandestino con il suo amante, o di uno dei figli dell’illustre clinico Augusto Murri, finito in carcere accusato dell’assassinio del conte Bommartini: si accreditava così l’ immagine delle femme fatale destinata a lasciare un segno profondo in quanti la amavano, divulgata anche nella letteratura di quegli anni. La mostra di Civitanova dedica un ampio spazio a questo prototipo femminile, presentando una serie di ritratti di seducenti ragazze rappresentate nel buio delle loro alcove, come nella tela di Giovanni Battista Crema, o mentre si abbandonano a sogni amorosi dopo la lettura di un libro di poesie, come nell’opera di Napoleone Grady o nella scultura di Giuseppe Renda che colpì un consumato viveur come il granduca Wladimiro di Russia. Ma nel contempo vengono illustrati anche altri stili di vita, come quello segnato dalla fatica della vita nei campi, descritta nelle tele di Nazzareno Orlandi, il pittore ascolano che tanto successo riscosse in Argentina, o la rinuncia alla libertà imposta nei conventi, dove talvolta le giovani venivano recluse per scelta dei genitori piuttosto che per vocazione, situazione che emerge nella tela di Domenico Morelli che ritrae una sprovveduta novizia dall’aspetto fragile. Anche il mondo della pittura, considerato per molto tempo luogo riservato agli uomini, nei primi anni del Novecento conta alcune rappresentanti femminili che, incuranti dei giudizi dei benpensanti, si dedicano all’attività artistica con successo, come mostrano le tele di Giulia Panichi, allieva del maestro romano Cesare Mariani, e della giovane patriota Giulia Centurelli. Numerose sono state anche le ragazze che, frequentando come modelle gli studi dei pittori, hanno finito per stabilire con loro un rapporto esclusivo che le ha innalzate al rango di muse ispiratrici dell’arte dei loro compagni di vita: Lina Ciucci, la moglie dell’eclettico pittore Adolfo de Carolis, molto stimato anche da D’Annunzio, ha rappresentato il prototipo di bellezza femminile più volte sfruttato dall’artista per le sue composizioni di maggior successo, come dimostra l’inedito ritratto che compare nel manifesto della mostra, recentemente acquistato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo. Il catalogo, come la mostra a cura di Stefano Papetti, edito dal Comune di Civitanova Marche contiene saggi che illustrano in una visione pluridisciplinare il tema della mostra: Stefano Papetti ci offre un campionario femminile che trova precisi riscontri nella produzione letteraria, ma soprattutto nella pittura e nella scultura degli anni a cavallo tra Ottocento e Novecento, quando anche gli artisti sembravano dedicare maggiore attenzione all’universo femminile, Marcello Verdenelli esamina le figure femminili presenti nella letteratura del primo Novecento, Marisa Vescovo analizza gli sviluppi del ruolo svolto dalle donne nell’ambito dell’arte del XX secolo. Le schede biografiche sono state curate da Enrica Bruni Stronati e Andrea Viozzi. Il progetto culturale prevede anche una rassegna di operetta italiana, concerti di musica classica, film dedicati al mondo femminile e quattro incontri con giornalisti, studiosi e scrittori che, nel suggestivo chiostro di sant’Agostino, tratteranno delle donne nel calde serate del mese di agosto.

Adriatico Mediterraneo 2010


Adriatico Mediterraneo è un progetto culturale, di spessore internazionale, che vuole contribuire a disegnare nuovi scenari di integrazione e coesione, attraverso il dialogo tra i Paesi del bacino Adriatico-Mediterraneo e dell’Area Balcanica. 
L’idea è quella di un confronto e scambio culturale “diffuso”, che sappia rappresentare una pluralità di espressioni artistiche, ma che, soprattutto, sia in grado di realizzare e rafforzare reti territoriali di cooperazione culturale. Il richiamo all’Adriatico e al Mediterraneo è l’elemento qualificante del progetto.
 
Tutto questo con l’ambizione e la convinzione di poter promuovere la cultura e la cooperazione internazionale in modo nuovo, dando la possibilità alla nostra regione di rafforzare le relazioni territoriali e la sua dimensione internazionale e solidale. Dopo il triennio 2007 /2009 parte quindi una nuova fase - 2010/12 - siglata con un accordo tra Regione Marche, Provincia di Ancona, Comune di Ancona per continuare a sostenere il progetto Adriatico Mediterraneo. Un progetto aperto, alle Istituzioni internazionali e territoriali, con il coinvolgimento di altri paesi e alla ricerca di un radicamento sempre maggiore sul territorio, con un connubio sempre più forte tra attività culturali e di cooperazione. L’edizione 2010 si articola in diversi momenti per 100 appuntamenti e 200 artisti coinvolti. Una fase caratterizzata da una serie di prestigiosi appuntamenti all’estero con la volontà di sviluppare occasioni di cooperazione e confronto culturale. Quest’anno il progetto tocca a partire da fine maggio la terra di Israele, per poi spostarsi in Montenegro, in Bosnia-Erzegovina, Tunisia, Albania e si chiude ad ottobre in Egitto. Sul territorio regionale, ad Ancona, si svolge, come di consueto, la fase clou del progetto, il Festival Internazionale Adriatico Mediterraneo. La manifestazione giunta alla sua quarta edizione prevede più di 80 appuntamenti con un coinvolgimento di artisti da tutto il Mediterraneo tra concerti, incontri, conferenze, mostre e spettacoli. Dal 28 agosto al 5 settembre ad Ancona si svolge la quarta edizione del Festival Internazionale Adriatico Mediterraneo 2010 con concerti, eventi teatrali, esposizioni, incontri e cinema. Spettacoli ed intrattenimento, certamente, ma anche occasioni di approfondimento e conoscenza per riflettere su alcune tra le principali questioni del mondo contemporaneo: il rapporto tra culture diverse, l’inclusione sociale, i diritti civili, la globalizzazione, l’allargamento dell’Europa a Est. Un’iniziativa che ha l’ambizione di coniugare una proposta culturale di qualità con una dimensione popolare e facilmente fruibile da un ampio numero di spettatori (l’ultima edizione del Festival ha registrato più di 40.000 presenze con un pubblico eterogeneo). Circa 80 appuntamenti, tra cui produzioni del festival ed eventi in esclusiva nazionale, moltissimi gli artisti coinvolti provenienti da 20 nazioni diverse, 12 location e un impegno progettuale, artistico e organizzativo straordinario a cui partecipano le Istituzioni Culturali più rappresentative del nostro territorio. Tra gli artisti che si esibiranno: la Boban Markovic Orkestar (la più importante brass band dei Balcani proveniente dalla Serbia), Ambrogio Sparagna e l'Orchestra Popolare Italiana (tra i più autorevoli interpreti della musica popolare italiana), Teresa de Sio (che presenterà i brani tratti dal nuovo cd Sacco e Fuoco DeLuxe), Raiz (con Musica immaginaria mediterranea, un progetto che nasce dall’incontro con il gruppo barese Radicanto), l’Officina Zoé (musica popolare salentina) e molti altri gruppi tra i quali: i Monistra (etno band dalla Macedonia) e le chitarre montenegrine di Srjdian Bulatovic e Darko Nikcevic. Tra le proposte di maggior rilievo per la sezione degli incontri di approfondimento, Don Andrea Gallo che presenta il suo libro Così in terra come in cielo. Nel settore della arti figurative il festival produrrà un evento di rilievo internazionale, una mostra (la prima in assoluto) sulla rappresentazione delle arti e del corpo nel mondo arabo ispirata alla celebre rivista Jasad diretta dalla poetessa libanese Joumana Haddad. E poi la Notte Mediterranea, che animerà le vie e le piazze della città di Ancona, con artisti provenienti da ogni angolo del Mediterraneo che daranno vita a un evento straordinario, sino a notte fonda. All’interno del Festival sarà inclusa la Giornata Europea della Cultura Ebraica. La rassegna si concluderà con un grande concerto nell'area del porto, in occasione della tradizionale Festa del Mare, che vedrà la partecipazione di una grande artista della musica italiana d’autore, Carmen Consoli, che si esibirà per l’occasione suonando insieme alla sua band, strumenti della tradizione siciliana su una chiatta in mezzo al mare

Nottenera 2010 – Serra de’ Conti (AN) – 21 agosto 2010


Nella notte del 21 agosto, le luci urbane si spengono e un intero paese accende la sua “NOTTENERA” di performance, “azioni tenere”, teatro di ricerca, teatro di strada, installazioni, circo, cinema di animazione, suoni, arti visive, concerti, laboratori. Per tutta una notte, illuminato solo da led ecologici e candele o fiaccole fin dal tramonto, il centro storico di Serra de’ Conti (AN) accoglie il vagabondaggio di un pubblico che sceglie il proprio percorso di scoperta, guidato da poche indicazioni e dalla curiosità. Scoperta di un paese, di un territorio, di forme d’arte e di artisti. Le suggestioni sono molteplici e potenzialmente infinite. Il tema scelto quest’anno come fil rouge della IV edizione di “Nottenera” è quello del Viaggio, motivo ispiratore per i lavori site specific degli oltre 60 artisti chiamati a dar vita alla festa del 21 agosto e delle iniziative pubbliche che alimentano il percorso di elaborazione nei mesi precedenti. Questa edizione festeggia anche la nascita della pratica creativa quotidiana “Tu – Tenerezze Urbane” e ne ospita la prima azione: Messaggi in bottiglia.

“Nottenera” è infatti articolato per progetti, cicli di laboratori e residenze a partire da gennaio e culmina ogni anno in una grande festa finale, fatta di spettacoli ed eventi di varia natura concentrati tra gli spazi cittadini pubblici e privati del bellissimo borgo di Serra de’ Conti. Il progetto e la direzione artistica sono a cura di Paula Carbini e Sabrina Maggiori.

mercoledì 7 luglio 2010

40° Festival Internazionale del Folclore – Apiro (MC) – dall’ 8 al 15 Agosto 2010












Si terrà venerdì 30 Luglio , alle ore 11, presso la Sede della Regione Marche Relazioni con lo Stato a Roma, sita invia Fontanelle di Borghese, 35 la Conferenza stampa di presentazione della 40° edizione del Festival internazionale del Folclore—Terranostra“ di Apiro.
Durante la conferenza, a cui prenderanno parte il sindaco di Apiro, Settimio Novelli, l‘assessore alla cultura eturismo di Apiro, Cristiana Simoncini,l‘assessore alla cultura della Regione Marche, Pietro Marcolini e di lpresidente del gruppo folcloristico Urbanitas di Apiro, Federico Ciattaglia,verrà illustrato il programma di questa 40° edizione e gli eventi salientidella manifestazione, in programma dall‘8 al 15 agosto 2010.
I sei gruppi che parteciperanno a questa nuova edizione sono: l‘Equador—Tungrahua“,il Messico, Ballet folkloristico della universidad de Colima“, la Serbia—Talja“,l‘Ossezia—Goretz“,la Spagna —Compania Carmenm Guerrero“e la Nuova Caledonia—Faiva Mako“.
Evento importante quello di quest‘anno, perché il Prefetto di Macerata consegnerà al sindaco di Apiro una medaglia del Presidente della Repubblica,quale premio di rappresentanza alla 40° edizione del Festival internazionale del Folclore—Terranostra“, promosso dal Comune di Apiro.
A moderarela conferenza sarà il giornalista RAI, Massimo Proietto,che sarà anche il conduttore delle due serate conclusive del Festival.
La manifestazione nasce 40 anni fa sulla scia della tradizionale festa della Polenta di Apiro, dove il gruppo folcloristico “Urbanitas”, nato negli anni’ 30 del ‘900, allietava questa festa con il proprio spettacolo e mostrando i suoi costumi per le vie del paese.
Negli anni il gruppo “Urbanitas” comincia a girare l’Europa ed il mondo, inserendosi anche nel “CIOFF” (organizzazione mondiale, sotto l’egida dell’ UNESCO, che coordina i Festival folcloristici), portando il nome di Apiro e delle Marche, fuori dai confini nazionali.
Il saltarello, il ballo tipico marchigiano, e la tradizione folcloristica ad esso abbinata, fatta non solo di musica e balli, ma anche di costumi, piatti tipici e cordialità, inizia a farsi conoscere sempre di più.
Lo stesso Festival “Terranostra” di Apiro, con gli anni, si consolida e cresce come manifestazione, ottenendo ottimi risultati da parte della critica e del pubblico, tanto da diventare una delle manifestazioni di punta a livello internazionale. Dal punto di vista artistico, il Festival “Terranostra” di Apiro, viene preso come modello dalle altre associazioni e dagli addetti ai lavori, specialmente per quanto riguarda la scelta dei gruppi che si esibiscono sul palco.
Tanto per citarne alcuni, nelle passate edizioni, abbiamo avuto ospiti ad Apiro: gli eschimesi della Russia, la Cina, l’India, lo Sri Lanka, il Canada, le Isole Cook, la Nuova Zelanda con i Maori, il Kenya, il Togo, il Sud Africa, l’America latina ed i mongoli della Repubblica di Tuva.
In questo contesto è inoltre importante ricordare alcuni eventi salienti che hanno caratterizzato la vita del gruppo “Urbanitas” dagli anni ’50 del ‘900 in poi. E’ proprio negli anni ’50 che il gruppo è presente con i suoi costumi e balli ad un avvenimento alla presenza di De Gasperi, nel 1961 partecipa a Torino ai festeggiamenti per il Centenario dell’Unità d’Italia, nel 1968 sono nel film di Dino Risi “Straziami ma di baci saziami”, con il grande Nino Manfredi (nel film Manfredi interpretava un giovane appartenete ad un gruppo folcloristico laziale innamoratosi di una ballerina del gruppo apirano, interpretata dall’attrice Pamela Tiffin), hanno fatto da sfondo a diverse pubblicità per ditte internazionali e contano numerose partecipazione a trasmissioni Rai e Mediaset.
Insomma il Festival gioca un ruolo importante nello scambio culturale e delle tradizioni popolari tra le varie nazioni, ma risulta essere anche un ottimo volano per il turismo locale e per far conoscere la marchigianità e le Marche in tutto il mondo.

giovedì 24 giugno 2010

Mazzumaja 2010 - Comunanza (AP) – dal 16 al 18 Luglio 2010


Mazzumaja è una manifestazione giunta quest’anno al terzo atto. L’evento, promosso presso il Centro Storico di Comunanza (AP) dall’omonima Associazione Culturale e dal locale Movimento Giovanile, rappresenta l’incontro tra le mille declinazioni delle tradizioni piceno-montane ed una moderna concezione dell’intrattenimento. Per tre giorni, dal 16 al 18 Luglio, Comunanza Vecchia (come viene affettuosamente chiamata da queste parti) si offre ai visitatori con un format originale da vivere nell’incantevole abitato adagiato su un’ansa del Fiume Aso.Un Centro Storico decisamente anomalo che, con il suo impianto urbano pianeggiante, rappresenta la particolarità di questo unico Paese vallivo dell’area montana picena. Grazie al suggestivo e comodo dedalo di viuzze, dunque, Mazzumaja può essere vissuta passeggiando tra le rue, gli slarghi, le piazzette che mantengono inalterate le righe del tempo ed il fascino che vi si accumula. l visitatore viene accolto da una caleidoscopica offerta che trova nelle Osterie enogastronomiche a tema, ricavate negli ameni fondaci delle antiche abitazioni paesane, il punto .Ecco allora le Cantine: De li Parenti de Roma (dedicata agli abbinamenti tra vino rosso ed affettati dei Sibillini), De li Pecurà (vini e formaggi locali), De li Jutti (vino cotto e passiti abbinati ai dolci della tradizione), De l’Asculà (dedicata alla distilleria Meletti ed al Caffè), De li Mbiziusi (pecorino spumantizzato e fritturine all’ascolana), De Monte Vasì (Vino locale e MarcheBurger), De Lu Paese Vecchiu (bruschetteria e tartufo estivo in abbinamento ai vini rossi), Hurry Hurry Leee (Vini e Spume). Sono invece addirittura due gli Stand gastronomici: il primo presso Piazza Luzi dedicata al Tordo Matto alla Comunanzese, ricetta tradizionale recuperata grazie ad un progetto di certificazione condotto dai ragazzi dell’organizzazione in sinergia con le Condotte Slow Food del territorio, accompagnato dai piatti della ruralità: fagioli e cotiche, pappò e ntrecciu. In Piazza Santa Caterina con Llà vanti a Candido, saranno invece di scena Li Sfritti: crespelle, misto all’ascolana, coppa maritata. Nutrito e di assoluto rispetto il cartellone musicale: le note dei diversi generi, dal rock al pop, dalla classica alla rural, dal folck al jazz, si diffonderanno in ogni dove fino all’alba. Ben 14 sono infatti le formazioni che, più o meno numerose, si alterneranno per tre giorni tra le Osterie, le Piazzette e sul Palco dell’Area Concerti. Spicca, senza ombra di dubbio, la performance di Alessandro Mannarino: l’apprezzato cantautore romano, noto anche per le sue partecipazioni a Parla con Me di Serena Dandini su Rai3, sarà di scena sabato 17. La domenica, invece, toccherà agli argentini de La Zurda, conosciuti per le frequenti sinergie con i Negrita, a riscaldare il commiato. Importante anche la partnership con Utòpia: l’Associazione, che rappresenta l’eccellenza italiana dell’intrattenimento di strada, curerà la variegata proposta ludico-ricreativa e gli spettacoli. Non solo: Utòpia proporrà un laboratorio per bambini focalizzato sulla creazione di giochi usando materiale di riciclo. Confermata anche la presenza del Mercatino delle Eccellenze Enogastronomiche, nel contesto del quali saranno effettuati assaggi e degustazioni di vini guidate da sommelier oltre a presentazioni di nuovi prodotti, come la Birra Artigianale Ladeisi (a base di Mela Rosa dei Sibillini). Nell’area del vecchio Oratorio sarà inoltre presente un’area laboratorio in cui, grazie ad una ricostruzione storica certosina, sarà possibile tornare indietro nel tempo e respirare l’aria delle antiche botteghe (vùttiche, alla comunanzese) ammirando gli artigiani all’opera. Tale e tanta è Mazzumaja che , nel corso della presentazione svoltasi ieri per i Partner dell’iniziativa, è stata annunciata Mazzumaja goes to Rome: un’edizione primaverile che si terrà in una Piazza della Capitale. Al Gruppo di Lavoro di Comunanza, grazie anche al contributo dela Bacino Imbrifero Montano del Tronto, è stata demandata la pianificazione di un’iniziativa più ampia per la promozione territoriale di cui Mazzumaja rappresenterà il punto di contatto ludico-ricreativo.

Bellente il Brigante - Appignano (MC) – dal 2 al 4 Luglio 2010


Bellente il brigante è una cena con ricette dell’800 che si consumerà all’aperto, nella piazza del Municipio di Appignano, dove verrà rappresentata in costume la storia di Pietro Masi e della sua banda. Il pubblico sarà seduto al desco popolare mentre attorno ad esso si svilupperanno le vicende di una comunità, quella appignanese del 1812, confusa tra i retaggi del vecchio potere papalino e le contraddizioni del nuovo ordine sociale dello stato napoleonico. Dall’accurato approfondimento storico riemergeranno memorie, fatti e personaggi realmente esistiti che evidenzieranno ancora una volta come le faide tra i potenti e gli sconvolgimenti storici siano sempre costellati dai sacrifici della gente più povera e ignorante.L’ingresso è riservato solo a chi ha la prenotazione per la cena (€ 35 cena e spettacolo).
Per ogni replica l’ingresso é consentito solo a 180 persone.
A spettacolo iniziato non sarà più permesso l’accesso.

Assedio al Castello Gradara (PU) – dal 16 al 18 Luglio 2010


La novità principale del calendario estivo di Gradara 2010 è il ritorno di Assedio al Castello, la spettacolare rievocazione storica dell’assedio del 1446.L’evento che si svolge all’interno del borgo medievale, dal 2008 ha assunto una cadenza biennale ed è arrivato alla V edizione, entrando di diritto tra gli appuntamenti più importanti della riviera.Gradara si sta preparando ad accogliere l’invasione (quella vera!) di turisti che accorreranno ad assistere all’ineguagliabile spettacolo pirotecnico di venerdì 18 luglio che aprirà le 3 giornate medievali. (toglierei Gradara perché è una ripetizione).Tra le tante innovazioni introdotte dall’Assedio al Castello rispetto alle tradizionali feste medievali, quella senz’altro più spettacolare è il “Cinespettacolo”: la ricostruzione storica che precederà il sofisticato spettacolo piro-musicale, un vero e proprio film in diretta con figuranti ed effetti speciali che racconteranno un episodio realmente accaduto nel corsodell’assedio. Sarà ricostruito l’accampamento dell’esercito assediante e un “narratore” racconterà al pubblico come si sono svolti i fatti. Uno spettacolo mozzafiato che vi catapulterà nel mezzo della battaglia per difendere Gradara!Il “Cinespettacolo” e lo spettacolo piro-musicale si svolgeranno venerdì 16 luglio, dalle ore 22,30 e daranno il via alla manifestazione.Nelle giornate medievali di sabato 17 e domenica 18 luglio sarà possibile assistere dal vivo agli scontri per la conquista della Rocca, ricostruiti da circa 100 figuranti in abito storico.I visitatori potranno partecipare alle battaglie e saranno “arruolati” dalle milizie cittadine per portare rifornimenti ed equipaggiamento, provando l’emozionante esperienza di vivere un assedio in prima persona! Giullari, musici e animazioni di ogni tipo completeranno il ricco programma degli eventi.Assedio al Castello non è solo spettacolo e battaglie, ma offre qualcosa di più… Il borgo di Gradara si trasformerà, infatti, in un percorso museale, con ricostruzioni di ambienti e allestimenti, attraverso il quale il visitatore potrà letteralmente “vivere” a cavallo tra Medioevo e Rinascimento. Contrariamente a quanto accade in un museo, dove il visitatore segue un percorso prestabilito e l’unico modo che ha di entrare in relazione con gli oggetti esposti, con la storia che viene raccontata, è la vista, a Gradara il pubblico sarà coinvolto in una serie di percorsi didattici che lo porteranno ad utilizzare tutti i sensi, il tatto, l’udito, l’olfatto e a conoscere tanti interessanti aspetti del medioevo poco conosciuti. Una vera e propria macchina del tempo che trasporterà i visitatori nel XV secolo.Altra iniziativa molto interessante soprattutto per i buongustai è “Solsfizio al Castello”, dedicata alla promozione e valorizzazione delle ricchezze agroalimentari del nostro territorio .Dal 23 giugno all’8 settembre tutti i mercoledì il borgo di Gradara si trasformerà in un grande banchetto a cielo aperto dove i ristoratori proporranno menù completi a 15,00 € realizzati con prodotti tipici locali. La serata verrà allietata da gruppi di musica folcloristica.Solsfizio al Castello ha un duplice scopo: promuovere Gradara valorizzando la sua ricca tradizione agroalimentare e sensibilizzare l’opinione pubblica incentivando l’utilizzo di prodotti agroalimentari che rispettino una filiera produttiva e di trasporto il più “corta” possibile, generando un atteggiamento consapevole nei confronti del consumo di alimenti che porterebbe notevoli benefici per l’ambiente e la salute.Gradara si trova in una posizione di confine tra due Regioni, Marche ed Emilia-Romagna, un confine molto importante con una forte valenza culturale, testimoniata da un passato piuttosto turbolento che ha visto scontrarsi tradizioni diverse, soprattutto quelle dell’entroterra e della costa. Questo incontro/scontro tra storie e culture ha contribuito a creare la bellezza del nostro territorio (uno dei più “incastellati” della penisola) ed a renderlo estremamente ricco anche sotto l’aspetto della tradizione enogastronomica, un’originale unione tra due forti identità quella romagnola e quella marchigiana.Il nome stesso Gradara, come quello di una delle sua frazioni, Granarola, indica un passato in cui l’agricoltura, almeno per quanto riguarda la produzione di frumento, rappresentava l’attività prevalente, tanto da lasciare una testimonianza nell’etimologia del territorio.Altre manifestazioni da non perdere nel programma estivo 2010 sono: “Giovedì al Castello”, l’appuntamento fisso con il medioevo che accompagnerà tutta l’estate gradarese dal 17 giugno fino al 9 settembre. Un vero tuffo nel passato con i figuranti in abito storico della Corte Malatestiana che rievocano la “chiusura della porta”, ovvero quando le porte del borgo venivano serrate e i contadini rientravano dai campi per trovare rifugio dai banditi all’interno delle mura di cinta. Nell’arco dell’estate durante i giovedì si alterneranno diverse animazioni e spettacoli come la sfilata della Corte Malatestiana, i mangiafuoco acrobatici di Gradara, gli avvincenti duelli del Corpo di Guardia di Gradara, le aggraziate danzatrici che volteggeranno per il borgo, la scuola di tiro con l’arco storico e l’immancabile mercatino artigianale.• “Tra Rocca e Stelle”, le aperture serali della Rocca di Gradara con visite guidate. Grazie alla collaborazione con la Soprintendenza di Urbino. In luglio e agosto è possibile visitare la Rocca di Gradara anche di sera. Un’occasione imperdibile per ammirare il castello immerso in un’atmosfera particolarmente suggestiva, illuminato dalla luna e dalle stelle. Si respira una tale atmosfera da sogno che a volte sembra quasi di scorgere le sagome di Paolo e Francesca attraversare fugacemente qualche finestra illuminata. Le visite guidate alla Rocca Demaniale si effettuano dal mercoledì al sabato dalle 20,00 alle 23.30 nel mesi di luglio e agosto.
• “Il Medioevo a Tavola”, anche per l’estate 2010 tornano i menù medievali nei ristoranti che aderiscono all’iniziativa. A Gradara è possibile scoprire i sapori e l’atmosfera di una locanda quattrocentesca, vivere per una sera l’emozione di ripetere gli stessi gesti, percepire gli stessi aromi e sapori di un avventore di una taverna medievale. Ogni ristorante del borgo medievale si distingue con differenti proposte di menù, dal banchetto nobiliare, a quello popolare a quello basato principalmente sulle verdure o sulla cacciagione, tutti impegnati nel non facile compito di rievocare una cucina e, soprattutto, un atteggiamento nei confronti del cibo scomparsi da 600 anni e molto distanti dal nostro modo di pensare ma proprio per questo intriganti e sicuramente apprezzati da un pubblico che vuole provare qualcosa di diverso. “Il Medioevo a Tavola” si svolge in giornate specifiche durante tutto l’anno, su prenotazione: giugno-settembre, 2 giovedì al mese; ottobre-maggio, secondo venerdì di ogni mese.