domenica 17 gennaio 2010

FRONTONE (PU) - "Out of range, esperienze digitali e multimediali" fino al 31 gennaio 2010


il Castello di Frontone ospita la seconda edizione della rassegna d’arte e cultura digitale “Out of range, esperienze digitali e multimediali”
L'evento si articola su tre livelli: il primo, OOR Emotions, è un'opportunità per gli allievi e giovani artisti dell'Accademia di Belle Arti di Urbino di esporre opere multimediali, video, installazioni e fotografie. In particolare abbiamo le fotografie di Sara Imbesi (corso Multimediale) e Bianca Fabbri (corso Visual Design), di Alessio Felicioni (corso Pittura) e l’illustrazione digitale di Alberto Vacca (corso Multimediale). Per il video abbiamo Simone Bastianelli e Bianca Fabbri, Giulia di Grusa, Donatella Esposito, Roberto Mezzano, Fabio Cecchi, Luca Dionisi (corso Visual Design) Valentina Di Pasquale, Federico Freschi (corso Multimediale), Roberta Feoli, Leonardo Formusa (corso Pittura), Margherità Cassarà, Marian Possevini (corso Grafica). Le installazioni di Luca Ceccarini, Renato Alberti, Katiuscia Ercolani (corso Multimediale), Dario Mancini (corso Pittura).
Il secondo è la presentazione del concorso video Human Emotion Project, rassegna itinerante di video arte con artisti italiani e stranieri, coordinata dall’associazione Faticart, Carlo Fatigoni, Sandro Cecchi e da Alison Williams per la parte internazionale.
Il terzo, ELECTRONIC MUSIC & SOUND ART, è un nuovo spazio dedicato al suono elettroacustico e digitale che prevede un concerto d’apertura live (musiche di C. Fatigoni, E. Francioni, A. Petrolati, A. Scriabin, K. Stockhausen, A. Vagnini), all’allestimento di una electroacoustic-room ossia di uno spazio per l’ascolto di musica elettroacustica, Insieme ai compositori del concerto nella electroacoustic-room, sarà presente un lavoro di Patrizia Mattioli, due installazioni (sound-art) di Andrea Ferrara che anticipa una sua performance per il giorno 27 dicembre 2009, alla riapertura della mostra, e di Alessandro Petrolati e Carlo Fatigoni.

Un Ponte tra Culture In provincia di Ancona fino al 31 gennaio 2010


Riparte il Festival Eurolatinoamericano, oggi alla sua XII edizione, “Un Ponte tra Culture”, fortemente voluto e organizzato da Ponte Tra Culture, una cooperativa che agisce sul territorio italiano e in America Latina dal 1998. Ponte tra Culture, fin dalle sue origini, offre formazione, promuove l’integrazione del “diverso” e usa il teatro come elemento di trasformazione sociale, operando attualmente in Italia, Argentina, Brasile, Colombia. Il Festival “Un Ponte tra Culture” nasce per rafforzare i legami culturali esistenti tra l’Italia e l’America Latina con l’obiettivo di diventare luogo di incontro per gli artisti e per le nuove generazioni dei due continenti. I protagonisti del Festival, che in questi 12 anni si è svolto in Argentina, Brasile, Uruguay e Italia, si distinguono per essere giovani artisti calati nella propria tradizione e cultura e capaci di trasmetterne gli aspetti in una rielaborazione del tutto personale e originale. La memoria si fonde con il presente e con il futuro per generare nuove voci, caratterizzate dalla sensibilità artistica dei singoli soggetti, che durante il Festival si incontrano, si confrontano e si arricchiscono artisticamente e culturalmente. Anche quest’anno, a dare spessore al palinsesto della manifestazione, interverranno artisti locali ed internazionali provenienti da Argentina, Colombia e Uruguay. Un articolato programma prevede spettacoli in italiano, replicati anche in spagnolo, inglese e portoghese per permettere a chi lo desidera di cimentarsi nell’esperienza del teatro in lingua e agli stranieri di fruire della rappresentazione nel proprio idioma originale. Assistendo ad uno spettacolo in una lingua di cui non siamo del tutto padroni, viviamo un’esperienza plurisensoriale, perché abbiamo la possibilità di attivare altri canali percettivi, concentrando l’attenzione non solo sulla parola ma su tutti i linguaggi teatrali. Il Festival “Un Ponte tra Culture” propone una serie di messe in scena che rappresentano uno spaccato della collettività e dei temi sociali più preponderanti. Gli individui/attori, attraverso esperienze personali, memorie e vissuti affrontano questioni legate all’emigrazione, l’immigrazione e le diversità, l’emarginazione sociale e culturale, i diritti umani. Oltre agli spettacoli e alle letture, sono previsti due incontri con Remo Remotti che presenterà il suo nuovo libro “Con Remotti alla ricerca di Dio”, ed un incontro per il lancio del nuovo progetto “Vita ad ogni costo” che Ponte tra Culture ha realizzato in collaborazione con Emergency. Gli artisti che partecipano a questa edizione italiana del Festival utilizzano codici del teatro di narrazione, ma proposti con stili e generi molto diversi tra loro: da quello giullaresco (Luigi Petrolini) a quello performativo “Grotowskiano” (Salvatore Motta, dalla Colombia), da quello sperimentale (Lola Banfi, brasiliana residente in Argentina) al teatro d’autore e di regia (Veronica Cassiols dall’Uruguay, diretta da Fulvio Ianneo di Teatro Reon), a quello borderline, personale, di Antonio Lovascio, che richiama elementi sia del teatro classico che di quello contemporaneo, senza tralasciare echi del teatro di Dario Fo. Il movimentato percorso teatrale e multiculturale andrà sviscerandosi dal 7 al 31 gennaio 2010 in una serie di spazi, teatri canonici o luoghi altrettanto suggestivi, distribuiti nella Provincia di Ancona, nei comuni di Ancona, Castelfidardo, Numana, Offagna.

Futurismo inedito. Ritratti nascosti Ascoli Piceno - fino al 23 febbraio 2010



Dopo il successo delle mostre dedicate a Osvaldo Licini e a Tullio Pericoli, Ascoli Piceno, ormai pienamente inserita nel circuito delle mete delle grandi mostre, punta quest’anno su quella che è l’unica avanguardia prodotta in Italia, il futurismo, con una mostra che sul terminare quasi delle celebrazioni per il centenario spiazza tutti perché mette in campo una novità assoluta di rara, raffinata curiosità. Sotto i riflettori infatti un versante del tutto sconosciuto del movimento che ha anticipato molti aspetti della modernità esaltando anche la stessa irriverenza verso i potenti

FUTURISMO INEDITO - I RITRATTI NASCOSTI è uno spaccato sorprendentemente e quasi misteriosamente finora rimasto celato ai più. In mostra a Palazzo dei Capitani del Popolo dal 4 dicembre al 23 febbraio 2010, nella centralissima e splendida piazza del Popolo, le opere di Cleto Capponi, Ivo Pannaggi, Sante Monachesi, Gerardo Dottori e Giacomo Balla.

La mostra, promossa dal Comune di Ascoli Piceno in collaborazione con la Pinacoteca Civica di Macerata e l’Archivio Sante Monachesi di Roma, è curata da Stefano Papetti supportato dalla testimonianza diretta di Maurizio Capponi, figlio dell’artista. Nel Comitato Scientifico, autori anche di saggi in catalogo, nomi come Carlo Melloni, Luigi Tallarico.

Cinquanta opere di cui più di 30 disegni dei primi anni Trenta di Cleto Capponi, artista nato proprio ad Ascoli, che rappresentano il nucleo più intrigante. Una ritrattistica “irriverente” dei “vip” dell’epoca. Tratto tagliente e scolpito (non dimentichiamo che Cleto Capponi è anche scultore), forte sintesi plastica, intensità espressiva ed introspettiva.

Capponi, artista che ha contribuito in maniera decisiva all’approdo del movimento futurista nelle Marche, era giovanissimo quando scoprì Balla, Depero e Boccioni, ma il suo talento non ci mise molto ad emergere, rivelando da subito una potente vena di ritrattista.

Galeotta fu la boxe, è proprio il caso di dire, per Cleto Capponi. Congiuntura favorevole infatti fu un incontro di pugilato del campione Primo Carnera ad Ascoli: Capponi fece un ritratto del pugile, coniugando una raffinatissima qualità del disegno con i caratteri costitutivi dell’estetica futurista. Il giovane, appena ventiduenne, lo pubblicò sulle pagine locali de “Il Messaggero” ma venne presto notato e spostato in nazionale per poi passare, molto apprezzato dai potenti, a illustrare il Popolo d’Italia, producendo una lunga serie di ritratti dei personaggi di rango dell’epoca. Dalla sua matita nascono due serie di ritratti, “Galleria dei contemporanei” e “Galleria del regime” per la prima e la terza pagina. Da Roosevelt ad Eden fino al sovrano del Siam. Tutti volti passati tramite il processo futurista di scomposizione dei piani e delle linee, ma secondo uno stile personalissimo. L’aspetto fondamentale nei ritratti del giovane futurista risiede nella scelta di ritrarre volti senza utilizzare la componente anatomica, bensì utilizzando quella sovrapposizione di piani e linee che insieme descrivono, combinandosi, fisionomia e psicologia dei soggetti ritratti. Basti pensare alla netta eloquenza del suo “Primo Carnera”.

In mostra quindi sfila una galleria di personaggi della politica, della cultura, della scienza, del cinema, dello sport, italiani e internazionali, immortalati dalle pagine di quello che all’epoca era il quotidiano più potente, il Popolo d’Italia”, presente sul tavolo dell’intero ceto dirigente, politico e accademico. Veri e propri ritratti, talvolta “caricature concettuali”, in molti casi antesignani della “vignetta politica.

Luciano Canfora, fornisce una preziosa testimonianza sull’importanza dei ritratti e sulla loro “rimozione” storica ed emotiva. In particolare, sottolineando l’aspetto centrale di questa iniziativa, ha scritto: “Un aspetto della modernità di quel giornale furono anche i brillanti ritratti futuristi di Cleto Capponi che giustamente ora vengono riproposti in una mostra. Parlare seriamente di tutto ciò non dimostra affatto simpatia per il fascismo”.

Last but not least, ad Ascoli, quasi “una mostra nella mostra” con due “giganti” del grande Futurismo: due opere del tutto inedite di Giacomo Balla, uno dei riferimenti futuristi più accreditati sin dagli anni della fanciullezza di Capponi. “Ritratto di Simboli” del 1936 e “Ritratto della madre di Simboli” del 1928, appartenenti alla fase del “ritorno all’ordine”. Troviamo un uso del colore che si trasforma in materia liquida e filamentosa con le immagini che si costruiscono grazie a sottili variazioni di colore. Il volto della madre di Carlo Simboli affiora dall’ombra, con un gioco di luci che restituisce giovinezza e vitalità ad un viso comunque segnato dagli anni. “Simboli”, nell’altro ritratto, è ancora più interessante per il particolare uso delle ombre, lasciando intravedere, alle spalle del soggetto, una veduta di Treia, piccolo borgo dell’entroterra marchigiano.

Tra le iniziative collaterali passeggiate e itinerari per conoscere l’opera e la biografia di Cleto Capponi, conferenze e performance dedicati alle più diverse arti e discipline che il futurismo ha toccato e profondamente segnato: dal cinema alla fotografia, dalla letteratura alla musica e perfino alla gastronomia. E infine i “faccia a faccia” con i figli dei personaggi ritratti, tra cui Primo Carnera e Guglielmo Marconi. Neanche a dirlo anche le locations saranno d’epoca riscoprendo un’affascinante Ascoli degli anni Trenta.

mercoledì 13 gennaio 2010

Barometro delle cipolle Urbania, Pesaro dal 24 gennaio 2010 al 25 gennaio 2010


Il barometro Urbaniese dà il suo responso anche nel 2010 la notte fra il 24 e 25 gennaio, durante la quale, secondo la credenza popolare, avvenne la conversione di San Paolo dei Segni. L’origine di questa tradizione popolare si perde nella notte dei tempi: in particolare, la credenza vuole che risalga ai secoli del basso Medioevo. Prevedere le condizioni del tempo per tutto l’anno, non è ancora possibile attraverso i potenti metodi meteorologici, invece lo è osservando degli spicchi di cipolla. Nella notte tra il 24 e il 25 gennaio si preparano dodici spicchi di cipolle, uno per ogni mese dell’anno, e si cospargono di sale. All’alba, dopo un’attenta lettura e valutazione dei cambiamenti e delle trasformazioni degli spicchi (tradizionalmente detta "La Conta"), si avranno le previsioni per tutto l’anno. La custode di una antica tradizione popolare che viene tramandata, nella sua famiglia, di generazione in generazione e la signora Emanuela Forlini un’insegnate di Urbania, che ha appreso questa tecnica dal padre Anselmo, che a sua volta ha rinverdito un'antica tradizione contadina.

martedì 12 gennaio 2010

Festa del Nino Sant'Andrea di Suasa (PU) dal 15/01/2010 al 17/01/2010


LA FESTA DEL NINO NASCE NEL 2003 A S.ANDREA DI SUASA, PICCOLO BORGO DELLA PROVINCIA DI PESARO E URBINO, COME INIZIATIVA PER VALORIZZARE E CONSERVARE LA TRADIZIONE DELLA NORCINERIA LOCALE, BASATA ANCORA SULLA MACELLAZIONE DEL MAIALE (NINO) PRESSO LA STESSA CASA DEL CONTADINO.
IL NOME “NINO“, APPELLATIVO DEL DIALETTO PESARESE, USATO PER INDICARE IL MAIALE DEVIVA DIRETTAMENTE DAL NOME DEL SANTO PROTETTORE DEGLI ANIMALI (SANT’ANTONIO ABATE…ANTONIO…ANTONINO…NINO).
ALLA SAGRA ENO-GASTRONOMICA SI ACCOMPAGNA LA CELEBRAZIONE DELLA FESTIVITÀ DI SANT’ANTONIO ABATE, SANTO CHE GODE NELLE CAMPAGNE DI NOTEVOLE DEVOZIONE IN QUANTO APPUNTO PROTETTORE DEGLI ANIMALI. LA FESTIVITÀ RELIGIOSA VEDE LA CELEBRAZIONE DELLA MESSA A LUI DEDICATA CON RELATIVA PROCESSIONE DELLA STATUA DEL SANTO PER LE VIE DEL PAESE, LA DISTRIBUZIONE DEL PANE BENEDETTO, LA BENEDIZIONE PUBBLICA DEGLI ANIMALI E DEI LORO ALIMENTI.

PROGRAMMA
DURANTE LA FESTA È POSSIBILE RIVIVERE IL MOMENTO DELLA PREPARAZIONE DELLA “PISTA” CIOÈ DELLA TRASFORMAZIONE DELLA CARNE DI MAIALE IN SALSICCE, BISTECCHE, BRACIOLE, ECC. TUTTE QUESTE SPECIALITÀ, INSIEME A MOLTE ALTRE, COTTE ALLA BRACIE NELLA PIAZZA DEL PAESE, POSSONO ESSERE SUBITO DEGUSTATE.

LA MANIFESTAZIONE SI È ARRICCHITA NEL CORSO DELLE VARIE EDIZIONI DI MOMENTI DI INFORMAZIONE ATTRAVERSO CONVEGNI E CONFERENZE SUL TEMA DELLA CONSAPEVOLEZZA ALIMENTARE, DELLA RISCOPERTA DEL GUSTO, DELLA SALVAGUARDIA DELLE TRADIZIONI, ECC


Organizzatore:
Associazione Pro Suasa

Sito Web: http://www.ionino.it
Email: info@ionino.it

lunedì 28 dicembre 2009

Buon 2010

Capodanno Jamboree a Senigallia a ritmo di rock and roll


Rock and roll a inizio anno, rock and roll tutto l’anno. Appassionati di anni ’40 e ’50, fanatici dello swing, adoratori di Elvis, qual è il modo migliore in cui potreste trascorrere la fine dell’anno vecchio e l’inizio di quello nuovo? È con il “New Year’s Eve Jamboree”! Nella notte del 31 dicembre 2009, la Rotonda a Mare di Senigallia si riaccende, magnifica come sempre, per accogliere una eccezionale festa di fine anno a ritmo di rock and roll. Musica dal vivo, dj set, ospiti internazionali, ballo e divertimento. Una vera novità nel panorama degli appuntamenti di fine anno che farà la gioia di tutti gli appassionati di rock and roll, perché chi balla rock il primo dell’anno balla rock tutto l’anno! È il capodanno dei sogni per rocker e pin up che potranno tirare fuori il loro miglior vestito, una sistemata al ciuffo, al rossetto e via sulla pista a ritmo di rhythm & blues, jive, doo wop, rockabilly, western swing per tutta la lunga notte del 31 dicembre 2009 fino alla mezzanotte per un indimenticabile bacio come un rock. Il Capodanno in Jamboree inaugura idealmente la IV edizione del “Winter Jamboree”, Festival invernale di musica e cultura dell’America degli anni ’40 e ’50 è ideata dall’associazione “Summer Jamboree” (diretta da Angelo Di Liberto, Andrea Celidoni e Alessandro Piccinini) e sostenuta dal Comune di Senigallia. Il cartellone invernale di appuntamenti accompagnerà anche nel 2010 gli amanti della baldoria, con concerti live, djs set, stage di ballo quest’anno anche per bambini e approfondimenti sulla musica e la cultura anni ’40 e ‘50 fino al 10 luglio 2010. La marcia di avvicinamento al grande Festival internazionale estivo “Summer Jamboree” inizia il 31 e prosegue con un sabato al mese di musica e ballo: il 23 gennaio, 13 febbraio, il 13 marzo, data da confermare ad aprile, 8 maggio, 5 giugno, 10 luglio. Tra gli ospiti internazionali che accenderanno la sala della Rotonda con scatenati Jump, Blues, Boogie, Jive, early R&B e Rock’n'Roll dal vivo ci sono Mark Tortorici (Los Angeles – USA) & The Jacknives (ITA) il 13 febbraio, Mitch Woods (San Francisco – USA) & The Red Wagons (ITA) ad aprile. Non mancheranno i richiestissimi e divertenti stage di balli in stile dal Balboa al Jive, dallo Shim Sham e Bop. Novità di questa edizione è lo Stage di Jive per bambini 6/12 anni. Inizio alle 21.30.Ma cosa succede il 31 dicembre alla Rotonda, nel primo grande appuntamento del Winter Jamboree, IV edizione? Dalle 00.30, due djs si alterneranno alla consolle dell’ultimo dell’anno: gli espertissimi Voodoo Doll (UK) e JC (FRA) che sceglieranno di far girare tutta la musica ballabile degli anni d’oro del rock and roll per accontentare tutti ma proprio tutti i gusti. A proposito di ballo, immancabile l’esibizione “High Time Dance Show”. Il momento dello spettacolo di ballo propone quattro set con straordinarie esibizioni in stile: Balboa, Tap Dance, Lindy Hop. Cinque ballerini professionisti e campioni di specialità a livello internazionale si lanceranno in combinazioni diverse, mischiandosi anche come formazione per intrattenere i presenti e dare il via alla notte di balli scatenati. Loro sono Enrico e Francesca (ITA), Robert e Claire (UK) e Enrico e Manuel (ITA). Tra di loro ci sono anche i docenti dei corsi invernali di ballo in stile che l’associazione Summer Jamboree propone da diverso tempo, corsi frequentatissimi da appassionati che tutte le settimane si ritrovano nella sala del Centro sociale Le saline di Senigallia per imparare i passi e le linee da seguire nei vari balli. Sarà per loro una vera grande occasione di mettersi alla prova e sfoggiare quanto imparato, oltre che soprattutto per divertirsi. Potranno ballare su musica da dj set e su musica da vivo! Dal vivo, i microfoni e gli amplificatori si accenderanno sulle vibrazioni rock e swing e R&B e doo wop di Smoky Joe Combo (FR) e Ballroom Kings (ITA). Torna a Senigallia lo swingante gruppo che ha tenuto alta l’adrenalina del dopofestival il 21 agosto scorso al “Summer Jamboree”, il giorno della strepitosa “Rock and Roll All Stars”, esibizione in esclusiva mondiale di dieci leggende che hanno davvero scritto la storia del rock and roll anni Cinquanta, prodotti dalla Sun Records, compagni di Elvis, Perkins, Lee Lewis. Gli Smoky Joe Combo (FRA) avevano un difficile compito e l’hanno portato a termine egregiamente, suonando a testa alta nella notte dell’evento che più di tutti caratterizzava la decima edizione del Festival. Per questo tornano gli Smoky Joe Combo. La formazione base è composta da David Costa Coelho alla voce scat e alla chitarra, Remi Saboul alla chitarra elettrica, acustica, lapsteel e cori, Philippe Cauchi Pomponi al piano, Martin Jaussan al contrabbasso.Possono presentarsi anche in settetto o ottetto con l’aggiunta di Dominique Rieux alla tromba, bugle e arrangiamenti, Pascal Pezot al sax e accordeon, Thomas Doméné alla batteria e se in ottetto anche con Rémi Vidal al trombone. La critica li definisce “solidi swing man francesi”, ricordando quanta tradizione di piccole swing-band ci sia anche in Francia dagli anni Trenta e nominando miti come Django Reinhardt, Michel Warlop o Gus Viseur, a cui bastava una chitarra e un quattro tempi gipsy. Insomma alle spalle gli Smoky Joe hanno davvero basi notevoli e si sente nella pulsazione che fa muovere il corpo quando suonano. Non è un caso che il loro ultimo disco uscito nel 2008 si intitoli “Swing Brother Swing”, con magnifici pezzi standard di una volta, cantati o suonati da gente come Clarence Williams o Billie Holiday, Wingy Manones. L’album contiene cover tra le quali I Like To Riff di Nat King Cole, poco recuperata nella musica odierna. Tutto l’album è altamente ballabile e riesce a creare le atmosfere delle sale da ballo degli anni Trenta e Quaranta. L’altra band che farà scatenare gli appassionati il 31 dicembre per il New Year’s Eve in Jamboree è quella tutta italiana dei Ballroom Kings. La loro musica spazia dal rhythm’ blues al boogie al doo wop ed è la stessa che si suonava nelle grandi sale da ballo degli anni 50 (le ballrooms appunto). Il progetto si propone infatti di rievocare le stesse sonorità di quegli anni (stesso abbigliamento in smoking nero con cravatte continentali) e di far riscoprire i relativi balli. Una fantastica occasione per gli amanti di jive, lindy hop, boogie, balboa e di tutte le altre specialità anni ’40 e ’50, che possono lanciarsi in balli scatenati. Compresi i nuovi corsisti, quelli che stanno seguendo le lezioni di ballo invernali del Summer Jamboree, in corso da 2 ottobre al centro sociale Le Saline di Senigallia. La passione per il ballo in stile sta crescendo di anno in anno e, visto l’interesse, l’associazione Summer Jamboree sta proponendo occasioni su occasioni sia durante il Festival estivo che durante il resto dell’anno.La formazione attuale dei Ballroom Kings è composta da Massimo Rocca voce, Ylenia Mannisi voce, Vincenzo Puleo piano e cori, Alfonso Vella sax baritono e cori, Carmelo Sacco sax tenore e Michele mazzola sax contralto, Marco Gioè alla chitarra, Luca Ciriacono contrabbasso e cori, Giovanni Ziino batteria. Seppur nati nel gennaio del 2009, the Ballroom Kings rappresentano una delle realtà più importanti nel panorama europeo di gruppi musicali in puro stile anni ‘50. La band è formata da musicisti, molti dei quali hanno direttamente partecipato alla nascita del rock and roll in Sicilia 20 anni fa. Massimo Rocca, componente dal 1991 al 1997 dei Silver Trio, famosa band vocale catanese di jive e doo-wop con diverse partecipazioni anche televisive tra cui il Maurizio Costanzo Show, è una delle voci del gruppo. Dal 1998 è leader della band di rockabilly Dale Rocka and the Volcanos. Negli ultimi 10 anni ha suonato in quasi tutti i festival più importanti d’Europa tra cui lo stesso Summer Jamboree nel 2000, ma anche Hot Boppin New Year’s Eve 1999 (Parigi, Francia), Let’s get wild (Stoccarda, Germania), Rockabilly party 2001 (Bologna), High Rockabilly 2001 (Barcellona), Hembsy International RnR Wekender 2001 (Northfolk, Inghilterra), Miwaukee Confidential 2002 (Milano), Roackabilly Rave 2004 (Cambersand Inghilterra) e Rockin around Turnhut (Belgio). Luca Ciriacono, crazy slap man (contrabbasso) e Giovanni Ziino batterista dai suoni tipici della Sun Records alla Jimmy Van Eaton, provenienti anche essi dalla band Dale Rocka, sono altri due veterani del rock and roll in Sicilia. Il piano è affidato alle mani di Vincenzo Puleo, creatore del progetto di jive siciliano Jumpin’ Up (appena 4 anni fa con il quale ha partecipato a festival internazionali come il Rhythm Riot uk 2006 e Film Festival di Locarno per Warner Bros. 2007). La chitarra è quella di Marco Gioè, leader degli “Shotgun”, gettonatissima rockabilly band siciliana, con la quale ha aperto i concerti di Jeff Beck, Patti Smith, Sandra Hall e Fabulous Thunderbirds. La sezione fiati è rappresentata da musicisti provenienti da esperienze comuni, che vanno dal jazz allo swing anni 40 e 50: Alfonso Vella (sax baritono), Michele Mazzola (sax alto) e Carmelo Sacco (sax tenore). La voce femminile è quella di Ylenia Mannisi, il suo timbro ruvido e metallico rievoca le grandi voci di Barbara Pittman e Wanda Jackson.La IV edizione del “Winter Jamboree”, Festival invernale di musica e cultura dell’America degli anni ’40 e ’50 è ideata dall’associazione “Summer Jamboree” (diretta da Angelo Di Liberto, Andrea Celidoni e Alessandro Piccinini) e sostenuta dal Comune di Senigallia. BigliettiI biglietti si possono acquistare al Teatro La Fenice dal giovedì alla domenica dalle 16.30 alle 20.3 Nella giornata di giovedì 31 anche alla Rotonda stessa da mezzanotte. Il costo è di 25 euro. Info www.summerjamboree.com o 392.2392838