martedì 4 maggio 2010

Il piatto del duca – Urbino (PU) –fino al 28 maggio 2010


Fino al 28 maggio ad Urbino l’iniziativa ”Il Piatto del Duca” permette di gustare in 10 ristoranti del Montefeltro ricette della cucina rinascimentale, riproposte in maniera fedele, con gli ingredienti e le tecniche di preparazione di un tempo, nel rispetto del gusto e delle esigenze dei palati moderni.

“Il Piatto del Duca” è un’iniziativa che associa turismo ed enogastronomia, arte e cultura, storia e tradizione. Un tuffo nelle nostre radici, con una formula indovinata che ci riporta ai luoghi, ai sapori e alle suggestioni dell’antico Ducato di Urbino, culla del Rinascimento unica al mondo.

Un progetto capace di unire in un unico evento la valorizzazione del territorio e delle sue produzioni tipiche, la rievocazione storica richiamando alla memoria le antiche tradizioni culinarie della Corte del Duca Federico da Montefeltro.

“La scoperta di sapori e produzioni tipiche, non è più soltanto un valore aggiunto per il viaggiatore, ma il vero motore della scelta che porta a preferire, per le proprie vacanze, una destinazione piuttosto che un’altra.[...] L’intento della manifestazione “Il piatto del Duca” è proprio quello di promuovere e valorizzare tale patrimonio, recuperando al contempo la bellezza e lo stupore della corte rinascimentale, di cui Urbino fu massima espressione. Un evento, insomma, che porterà in tavola, insieme con le eccellenze dell’enogastronomia, anche la cultura e l’identità di un territorio ricco di storia.”

Mogliano in Fiore – Mogliano (MC) – dal 14 al 16 Maggio 2010


“MOGLIANO IN FIORE” e’ l’iniziativa organizzata dal Comune di Mogliano in collaborazione con la Pro Loco e patrocinato dalla Provincia di Macerata che intende dare continuita’ e lustro alla manifestazione piu’ importate per tradizioni storico/religiose di Mogliano: L’Ascensione.

Un evento che indubbiamente ha catalizzato l’attenzione di molta gente dei paesi limitrofi e non che per questa occasione si muovevano in pellegrinaggio verso il Santuario del SS.Crocifisso.

Dal 2006 l’evento che fino ad allora veniva ricordato per il suo carattere prettamente religioso, ha visto, grazie alle iniziative di un gruppo di volontari moglianesi, la nascita di un programma civile e dell’ INFIORATA DELL’ASCENSIONE .

La manifestazione che ha visto l’apice l’anno scorso oggi si ripropone con numerose iniziative con argomento comune “IL FIORE“.

Il programma infatti prevede numerose iniziative che si svolgeranno nell’arco di 3 giorni a partire dal 14 maggio come segue:

Programma
VENERDI 14 MAGGIO

ORE 19.30 APERTURA “MUSEO DEL SANTUARIO DEL SS CROCIFISSO ” – PRESSO IL SANTUARI

ORE 20.00- TEATRINO DEL SANTUARIO -
CONVEGNO ” FLORITERAPIA: CURARSI CON I FIORI ” relatrice DOTT.SA DONATELLA CORNELIO

ORE 21.45 – REFETTORIO DEL SANTUARIO
“CENA DEI FIORI” Cena a Base di Fiori ed Erbe Aromatiche
prenotazioni presso UFFICIO TURISMO 0733 – 557771 dal Martedi al Sabato dalla ore 9.30 alle 13.30 TERMINE SABATO 08 MAGGIO

SABATO 15 MAGGIO

Ore 11.00 – Sala Consiliare del Comune di Mogliano – Incontro Dibattito su “CHIESA CATTOLICA E NAZISMO” Relatore Prof. ANDREA BETTETINI

DALLE ORE 20.00 ” LA NOTTE DEI FIORI” – L’INFIORATA DELL’ASCENZIONE – SALITA DEL SANTUARIO

Con quadri realizzati da ben 22 gruppi infiora tori in rappresentanza di altrettante associazioni locali, scuole e comuni limitrofi.

DOMENICA 16 MAGGIO

Ore 18.00 Processione Religiosa con il Carro Infiorato

ORE 21.30 – P.LE DEL SANTUARIO – CONCERTO DELLA CORALE ” EQUI VOCI” di Urbisaglia Offerto dalla ditta “ROSA SPLENDIANI SRL”
Musica JAZZ – POP – SOUL – GOSPEL

Quest’anno ci sara’ anche l’addobbo delle vie del paese con addobbi floreali realizzati in carta, una tradizione che era il simbolo dell’Ascensione e che si cerchera’ di farla rivivere.

Un evento che l’Amministrazione Comunale indubbiamente intende , tramite la collaborazione delle associazioni locali e del comitato organizzatore, far crescere realizzando un evento di attrazione turistica che vada a sostegno del nostro territorio.

Informazioni al 0733 557771- 335 5329539

FORMAGGI D’AUTORE – Gualdo (MC) – 29 e 30 maggio 2010


A Gualdo (Macerata), il 29 e 30 maggio, per gustare tutti “i FORMAGGI D’AUTORE”. In esposizione il meglio dell’arte casearia italiana e, novità, un occhio attento alle energie rinnovabili.

Duro ed intenso l’Asiago. Morbida la burrata. A pasta filata il caciocavallo. A pasta dura cotta la Fontina. In Italia si contano oltre 500 tipi di formaggi, tanto differenti quanto ugualmente buoni. E le differenze, almeno quando si parla di tavola, significano ricchezza, soprattutto per coloro che avranno la voglia di spendere un fine settimana tra le strade di Gualdo (Macerata) per dedicarsi a degustazioni ed acquisti. Per due giorni, il 29 e 30 maggio, il borgo medievale diventerà la meta “golosa” per tutti gli amanti dei “Fratelli di Latte”. Va in scena la 14ª edizione di “Formaggi d’Autore”, promossa dall’Associazione Gualdo Terzo Millennio, in collaborazione con Slow Food Marche, una ricca vetrina nazionale dei prodotti lattiero-caseari.

Un viaggio tra i saperi e i piaceri sensoriali di quel “mondo bianco”, frutto dell’antica cultura pastorale che ancora lavora con passione.

La kermesse Formaggi d’Autore è ormai un classico nell’agenda di primavera di un esercito di gourmet e, anno dopo anno, sta diventando sempre più un punto di riferimento per i produttori italiani di ogni regione, protagonisti dell’intera filiera, e per un vasto pubblico di appassionati alla ricerca del gusto ma anche di quei piccoli segreti per scoprire i valori nutrizionali dei formaggi, come renderli versatili in cucina, come riconoscerli per evitare le truffe.

L’intero paese è coinvolto: le bancarelle degli espositori s’installano tra le vie tortuose e strette che guardano ai non lontani Monti Sibillini, la grande piazza centrale e la passeggiata che si snoda tra i giardini.

E ci sarà solo l’imbarazzo della scelta tra gli erborinati (gorgonzola, roquefort), gli stagionati (grana, parmigiano, pecorino) e i formaggi freschi tra cui la Mozzarella di Bufala che secondo Coldiretti è stata consumata nel 2009 da quasi un italiano su due e si classifica tra i formaggi preferiti a livello nazionale e internazionale dove svolge un ruolo di traino del Made in Italy.

Uno spazio d’onore sarà riservato, inoltre, a quei prodotti caseari tutelati dai Presidi Italiani (per la valorizzazione dei prodotti a base di latte crudo). Tra questi il Castelmagno d’alpeggio della Val Grana, la meno profonda della Valli di Saluzzo in Piemonte. Prodotto con latte vaccino e piccole aggiunte di latte di pecora, con la maturazione la pasta assume sfumature blu – verdastre che ne determinano un’erborinatura naturale unica. Lo sapeva anche l’Imperatore Carlo Magno che dopo averlo scoperto per caso, ospite del Vescovo di Saluzzo, pretese che mai mancasse alla sua Corte. Qualsiasi persona che ha provato sul palato quell’aroma forte e piccante, capisce il perché di tanta passione. Sempre in Piemonte un altro Presidio si occupa del Montébore, conosciuto già alla fine del Quattrocento: era l’unico formaggio presente nel menù delle sfarzose nozze tra Isabella di Aragona, figlia di Alfonso, e Gian Galeazzo Sforza, figlio del Duca di Milano. Nell’ultimo periodo la produzione era stata sospesa finchè il Presidio l’ha letteralmente “risuscitata”.

Sulla scia della positiva esperienza delle passate edizioni, anche quest’anno la kermesse marchigiana pensa a tutelare l’ambiente. Verranno usati piatti completamente biodegradabili (realizzati in mater-bi, un materiale derivato dall’amido di mais, completamente naturale e compostabile) che contribuiscono a ridurre le emissioni di gas serra, il consumo di energia e di risorse non rinnovabili. Ci saranno contenitori per la raccolta differenziata e, novità assoluta, sarà creato uno spazio per le aziende del territorio che puntano alle energie rinnovabili (per la produzione di energia pulita per uso residenziale, agricolo e industriale).
Sono iniziative ad “Impatto Zero” che hanno come come obiettivo la tutela del territorio attraverso lo sviluppo di un sistema di vita sostenibile.

Insomma una rassegna per tutti i gusti, dove non mancheranno i laboratori, gli spettacoli teatrali, sino alle animazioni per bambini.
Per gli amanti della buona tavola, sarà allestita l’osteria “Odissea nello sfizio”, dove si potrà provare la cucina, ovviamente a base di formaggi, dei talentuosi chef Peppe Rossi e Aurelio Damiani, due dei migliori interpreti della tradizione marchigiana.

domenica 25 aprile 2010

La piazza del gusto Cantiano 8/9 maggio 2010


La tradizione gastronomica a Cantiano è ovviamente legata ai prodotti del bosco e della natura.
Appartengono a Cantiano alcuni prodotti tipici come la visciola conosciuta come Amarena di Cantiano, la trota che con il marchio Trota del Duca segue un percorso di selezione e di allevamento mirato, il Cavallo del catria, razza storica che qui nasce e si sviluppa libera nei pascoli del Catria, il Pane di Chiaserna che per iniziativa dell'Amministrazione Comunale è entrato nel circuito dei 21 Comuni italiani caratterizzati dalla particolare qualità del pane proidotto. La conduzione familiare dei ristoranti vi garantisce la genuinità dei prodotti sulla tavola, che facilmente provengono dall'orto di casa o arrivano in cucina grazie alle alzate mattutine, cane cestino e bastone, di fidati ricercatori di paese.

Distinti Salumi Cagli (PU) dal 30/04 al 2/05 2010


Il settore agroalimentare italiano è un patrimonio di eccellenze del nostro Paese su cui occorre investire e l'evento di Cagli costituisce la giusta vetrina per valorizzarlo e per dare al consumatore la consapevolezza di quello che mangia e da dove viene". Con queste dichiarazioni il presidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, Angelo Alessandri che sarà a Cagli il 30 aprile, ha aperto la conferenza stampa della VI edizione di Distinti Salumi, nella sede romana dell'Associazione della Stampa estera in Italia. Distinti Salumi, la Rassegna Nazionale del Salume, firmata Slow Food tornerà il 30 aprile e 1, 2 ispettare la scaletta delle edizioni passate sarà inoltre denso di iniziative collaterali per esaltare lo straordinario mondo dei salumi: un patrimonio fondamentale della gastronomia italiana ed europea. Un cartellone eventi ed incontri presentato in un contesto prestigioso, come quello offerto dalla sede della stampa estera alla presenza della stampa nazionale ed internazionale (tra questi ultimi i corrispondenti delle testate americane ed europee) per dimostrare ancora una volta l'attenzione che il giornalismo di settore dedica ad una realtà sempre più attenta ai prodotti e alle materie prime regionali di qualità. Distinti Salumi si rifà nelle tre giornate della rassegna ad un vero laboratorio del Gusto, mentre apre i suoi antichi palazzi nobiliari, e li trasforma in sale di degustazione, percorsi didattici, educazioni sensoriali, esperienze tattili, visive ed olfattive e interattive insieme a momenti di grande passione nell'assaggio della migliore norcineria made in Italy e internazionale. La grande novità internazionale dell'edizione 2010 - ha presentato il vicesindaco Alberto Mazzacchera, nonché assessore al Turismo- sarà il ritorno del giornalista "gastronomade" Vittorio Castellani [Chef Kumalè], massimo esperto di world food in Italia, che guiderà il pubblico con le sue Officine Gastronomiche e Talk Food alla scoperta di salumi, insaccati e piatti di varie parti del mondo, spaziando dal Brasile alla Romania e molti altri Paesi"."Sarà un grande appuntamento - ha continuato Mazzacchera in conferenza stampa" un momento di piacere da vivere insieme con la città con i suoi operatori, produttori e esercenti, grazie ad un evento che si sviluppa intorno al ricco programma di appuntamenti che la rassegna propone ai suoi visitatori e che invita a scoprire". Tra le mete di saperi e sapori in programma i Cortili del Sale dove degustare una sintesi di salumi italiani ed europei, ospiti per l'occasione negli antichi palazzi nobiliari. Salumi Italiani, Europei e Particolari dedicati alle grandi realtà norcine territoriali, italiane ed internazionali. La Piazza del Sale, il Mercato nazionale di produttori artigiani e di piccole realtà commerciali accuratamente selezionate da Slow Food su tutto il territorio nazionale ed europeo, si sposterà nella piazza del Teatro comunale. Il Chiostro della Chiesa di San Francesco, la più antica chiesa delle Marche, ospiterà il Centro dell'Assaggio ovvero la Piazza in Festa da vivere seguendo il profumo di antiche ricette di artigiani del gusto. Protagonista assoluta la salumeria cotta: maialino allo spiedo e insaccati d'autore preparati con sapienza e cucinati all'aperto allo spiedo e alla griglia. Tornano anche quest'anno i Laboratori del Gusto, gli appuntamenti più seguiti dal popolo slow: tra le particolarità i salumi nelle religioni, l'incontro con l'autore e quello sull'aroma del fumo, Novità di grande rilievo è lo spazio in Mostra dedicato alle Erbe aromatiche e il loro ruolo e intervento in cucina guidati dal trattato di tutte le piante commestibili, spontanee e coltivate del grande naturalista rinascimentale Costanzo Felici di Piobbico. Altri ospiti d'eccezione saranno i Cuochi di Marca, l'associazione dei migliori cuochi delle Marche, soggetti principali di una scena culinaria antica e ricca di tradizioni, come quella marchigiana. L'esperienza e le capacità degli chef proporranno cene d'autore capaci di esaltare le ricchezze del territorio e di valorizzare ulteriormente il patrimoni di questa terra. La rassegna sarà inoltre arricchita da percorsi espositivi legati all'arte e alla cultura tra mostre fotografiche e incontri letterari uniti a momenti di musica e festa con Fano Jazz Network, che riunisce le più importanti esperienze nel campo della proposta jazzistica regionale. Distinti Salumi è organizzata e promossa dal Camune di Cagli, Assessorato al Turismo e da Slow Food Italia con il patrocinio del Parlamento europeo, del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali insieme a quello della Regione Marche e di altri enti pubblici, che mirano a fare della città di Cagli il centro dell'offerta nazionale dei salumi di qualità.

domenica 18 aprile 2010

lunedì 5 aprile 2010

Le Marche da bere


VITIGNI
BIANCHELLO DEL METAURO - Vino della provincia di Pesaro-Urbino porta con se la leggenda a cui si fa risalire addirittura la responsabilità della sconfitta di Asdrubale nella famosa Battaglia del Metauro dove nel 207 a.c. l'esercito cartaginese guidato da Asdrubale venne sorpreso e battuto dalle legioni romane di Gaio Claudio Nerone. Il condottiero cartaginese perse la testa due volte: la prima quando non riuscì ad organizzare le schiere in modo da resistere all'assalto romano, la seconda quando venne decapitato e il suo cranio catapultato, a titolo di truce ammonimento, nell'accampamento del fratello Annibale. Nella vallata del Metauro da epoche remote si è imposto e diffuso un vitigno denominato Bianchello o biancame. L'ubicazione dei terreni è in maggior parte in media collina, discendente verso il fiume e la coltura della vite si estende nei terreni della zona più idonei alla migliore produzione. Il Bianchello è un vitigno molto vigoroso e abbastanza produttivo, il cui grappolo è spargolo e piuttosto grande con acini medi verdi e giallo-dorati e giunge a maturazione alla metà dei settembre.
SANGIOVESE - Il professor Molon, in uno dei suoi scritti ampelografici, afferma che il Sangiovese, per le sue pregevoli caratteristiche, si è diffuso anche in altre regioni, particolarmente nelle Marche, trovando condizioni propizie di adattamento. Dubbi sorgono quando si va alla ricerca della più remota origine dell'introduzione che può essere avvenuta o per le malagevoli Bocca Trabaria e Bocca Serriola o attraverso la più facile via costiera della Romagna. La zona di maggior produzione del vitigno è quello delle colline intorno al fiume Foglia fino ad arrivare sopra Urbino da una parte e scendere verso Fossombrone richiudendo l'anello con Monbaroccio, Montelabbate fino ad arrivare alle colline di Pesaro. Il suo grappolo è di grandezza medio-grossa, compatto, cilindrico o piramidale con una o due ali.
VERNACCIA ROSSA DI PERGOLA - Portata in zona dagli Eugubini ma di provenienza Elbana, la Vernaccia Rossa (mutazione gemmaria dell'aleatico) da secoli viene coltivata a Pergola, anche se le produzioni si sono man mano diradate nel corso degli anni. Il recupero di questa varietà si deve molto alla caparbietà dell'avvocato Fulvi di Pergola, che per primo nella zona di Sant'Onofrio mise a dimora dei vigneti di Vernaccia Rossa di Pergola.
PINOT NERO DI PESARO - Il Pinot Nero venne importato nel pesarese con la dominazione napoleonica, nei primi dell'ottocento. L'amministrazione francese ne introdusse la coltivazione in un buon numero di terreni espropriati alla Chiesa ed accorpati sotto una vera e propria azienda di stato. Verso la fine del secolo, con l'acquisto da parte di Luigi Mancini di un terreno appartenuto ai Cavalieri dell'Ordine di Malta, il nobile vitigno d'oltralpe arriva in Fattoria Mancini. Da allora per cinque generazioni ne è stata scrupolosamente custodita la varietà originaria. E' sulle colline silicio calcaree di Roncaglia e di Focara, all'interno del Parco Naturale del Monte San Bartolo, che si sono trovate le condizioni ideali per la coltivazione di questa delicata varietà di uva.
ALBANELLA - Il vitigno, diffuso su gran parte del territorio pesarese, si trova menzionato col suo nome anche in un documento dei primi dell'ottocento riguardante le varietà allora presenti sul terirorio. Il documento è oggi custodito alla Biblioteca Oliveriana di Pesaro. Si tratta di un vitigno dotato di grande vigore. Quando ben condotto in vigna, può offrire un vino di buona struttura dalle caratteristiche estremamente personali, dal profumo e dai sapori di grande freschezza e sensibilmente agrumati.
VISNER - Il vino aromatizzato è ottenuto essenzialmente da uve Montepulciano e Sangiovese che vengono fatte rifermentare con le visciole selvatiche e lo zucchero. Viene prodotto a fine giugno ed inizio luglio, nel periodo della maturazione delle visciole che provengono in gran parte dai viscioleti del signor Tonelli che possiede oltre 400 piante e in parte dalla zona di Cantiano, Cagli.
VIN SANTO DI SANT'ANGELO E COLLI DEL MONTEFELTRO - Le migliori uve di Turbiano vengono fatte appassire nei solai delle case e molto spesso proprio negli ambianti di cucina con il camino sempre acceso, dove i fumi vanno ad investire i grappoli. Da qui la non voluta ma riconosciuta particolarità dell'affumicatura e della tostaura di questo vino, che lo differenzia da tutti gli altri e gli regala quei sentori speziati e caldi che lo caratterizzano. Il Vin Santo deve essere lasciato maturare per ben tre anni e le sensazioni che può regalare sono innumerevoli, un colore ambrato intenso e luminoso, magnifico il bouquet che regala un'esplosione di frutta matura e in alcuni casi appassita con profondi ricordi di miele, albicocca secca, caffè e caramello. Il Vin Santo di Sant'Angelo può essere un vino da meditazione ed ha il pregio di poter essere degustato in occasioni diverse, dalla pasticceria secca allo splendido formaggio di fossa.
VERDICCHIO DEI CASTELLI DI JESI - Il vino Verdicchio, grazie alla sua particolare struttura e inconfondibile tipicità, determinata dal gradevolissimo sapore amarognolo, è considerato tra i più idonei per gli abbinamenti. Possiede infatti un estratto secco (è privo di acqua, alcool e altri componenti volatili) molto elevato per un vino bianco, paragonabile se non superiore a quello di un vino rosso. Questa notevole struttura e il retrogusto, più o meno intenso e piacevolmente amaro, permettono al Verdicchio di abbinarsi bene con un gran numero di preparazione sia della cucina tradizionale che moderna. A ogni Castello della Vallesina e dell'area di Matelica corrisponde inoltre un certo tipo di Verdicchio, con sfumature nei profumi e negli aromi.
ESINO - Nel settembre 1995 è stata approvata la denominazione di origine controllata Esino, che comprende l'intero territorio della provincia di Ancona più quello di Macerata. Troviamo l'Esino bianco e rosso. Quello bianco anche nella tipologia frizzante, si ottiene per metà con uve Verdicchio e per metà con altre uve bianche. L'Esino rosso, anche nella tipologia Novello, si ottiene utilizzando il 60% di uve Montepulciano e Sangiovese e il 40% di altre uve rosse.
LACRIMA DI MORRO D'ALBA - Unico dell'affascinante centro di Morro d'Alba in provincia di Ancona e di pochi comuni limitrofi dove trova l'habitat ideale il vitigno autoctono della Lacrima. Questo vino rischiava di sparire a causa di una dissennata politica degli espianti, l'hanno salvato dei lumgimiranti intenditori ottenendogli la DOC ed oggi la sua limitata produzione è ricercatissima. Secondo la leggenda, nel XII secolo, Federico Barbarossa volle soggiornare a Morro mentre tendeva l'assedio ad Ancona, proprio per la presenza del prelibato prodotto. Il suo sapore è asciutto e sapido, morbido e con elementi vinosi e fruttati. Conquista poi il colore rosso rubino ed il suo profumo intenso, fruttato e floreale.
ROSSO CONERO - Di origini antichissime, questo vino nasce dalle vigne site alle pendici del Monte Conero: Si trovano riferimenti inerenti questo vino già nella "Naturalis Historia" di Plinio il Vecchio e nelle cronache di quei monasteri bebedettini dove veniva prodotto questo superbo rosso. Prodotto principalmente nei comuni di Ancona, Camerano, Numana, Offagna è stato eletto dagli esperti Miglio Vino Rosso del Mondo per il 1998. Si presenta pieno di fascino in virtù del suo colore rosso rubino, intenso, limpido e brillante con sfumature violacee.
VERNACCIA DI SERRAPETRONA - Vino raro quanto apprezzato, i più noti gastronomi hanno celebrato più volte negli anni le virtù di questo vino spumante che nasce dai vitigni autoctoni che decorano il paesaggio della ristretta zona tra Serrapetrona, San Severino Marche e Belforte del Chienti nell'entroterra della provincia di Macerata. Vino spumante da consumarsi giovane, è ideale per fine pasto. Il suo colore va dal granato al rubino con un perlage sottile e persistente; il profumo aromatico e vinoso di frutta rosa matura, confettura e spezie; il gusto secco, sapido piacevolmente amarognolo.
ROSSO PICENO - Con un'area produttiva che da Senigallia si spinge lungo la fascia collinare e costiera sino alla provincia di Macerata e di lì a quella di Ascoli Piceno è il vino più diffuso della regione. Il "Nettare di Bacco" prodotto nella zona collianre tra il capoluogo ascolano e San Benedetto del Tronto si fregia della denominazione di Rosso Piceno Superiore. I somelier consigliano di provarlo giovane o moderatamente invecchiato. Dall'aspetto rosso rubino con sfumature violacee e dal profumo gradevole e vinoso che tende al frutto-floreale, il Rosso Piceno è sapido, armonico, asciutto.
FALERIO - Vino delle terre del piceno sin dai tempi remotissimi, il Falerio vanta l'equilibrio quale primo motivo di eccellenza. Prodotto nella provincia di Ascoli se ne trova menzione nella legge Giulia del 92 a.c., mentre proprio tra le antiche Asculum e Firmum sorgeva Falerius Picenus: fiorente città già nota per le ottime uve che si producevano nelle sue campagne.Nettare da bersi giovane, è di colore paglierino tenue, il suo profumo è delicato.
MISTRA' - Da Misithra (città bizantina) o da mischia (poichè viene mescolato con acqua) è diffuso nell'ascolano e nel maceratese. E' preferito puro per gli aromi o come correzione al caffè.
ANISETTA - Più dolce del Mistrà è classica di Ascoli Piceno e veniva servita al Caffè Meletti nella famosa Piazza del Popolo. Si può bere al mattino ed è ottima nel dessert; allungata in acqua è dissetante e agevola la digestione. Alcuni la bevono con la mosca: 3 o 4 chicchi di caffè annegati nel liquore.
VIN COTTO - Dalla tradizione contadina diffusa nel sud della regione, nasce dalla bollitura del succo d'uva che dà un prodotto più stabile, più dolce, più forte. Sempre presente nelle cantine contadine veniva spillato solo nelle grandi occasioni, era tipico dei pasti di imperatori, papi e re.